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title: "L'insegnamento martinista | Ordine Martinista Tradizionale"
description: "Le materie di studio dell'Ordine Martinista Tradizionale, basate sugli scritti di Louis-Claude de Saint-Martin e di Martinès de Pasqually."
author: Claudio Mazzucco
url: https://www.amorc.it/documenti/martinismo/martinismo-insegnamento.html
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# L’insegnamento



 



L’insegnamento costituisce per il Martinista il nutrimento grazie a cui farà crescere il germe ricevuto in occasione dell’iniziazione. La base degli insegnamenti martinisti è costituita dagli scritti da Louis-Claude de Saint-Martin e di Martinès de Pasqually.



Tra i soggetti proposti alla riflessione troviamo:



• I simboli mistici - I cicli dell’umanità



• La natura tripla dell’uomo - La civilizzazione e lo stato ideale



• Lo studio esoterico della Genesi 



• Il libero arbitrio ed il destino - La rigenerazione mistica



• La legge quaternaria - Il mondo elementare



• Riconciliazione e reintegrazione



• I mondi visibile ed invisibile - Il mondo dell’Empireo



• I sogni e l’iniziazione - L’angelologia



• La scienza dei numeri - La Qabbalah



• La preghiera - Meditazioni sui sephiroth



 



Nei loro lavori, i Martinisti non fanno uso né di teurgia né di magia, poiché si conformano all’ideale del Filosofo Incognito: *«Condurre lo spirito dell’uomo attraverso uno via naturale, alle cose soprannaturali che gli appartengono di diritto, ma di cui ha perduto totalmente l’idea, sia a causa del suo degrado che a causa dell’istruzione sbagliata dei suoi istitutori.»* Per questo, è inutile accumulare un sapere intellettuale, poiché per avanzare sulla via della reintegrazione, *«non è la testa, ma il cuore, che bisogna rompersi».*



Nel suo lavoro il Martinista adopera due libri, uno dei quali è *Il Libro della Natura*, e l’altro *Il Libro dell’Uomo*. La natura è *«**il vero corno dell’abbondanza per il vostro stato attuale...in effetti essa è il punto di congiunzione di tutte le virtù create...Così, tutte queste virtù divine, ordinate dal grande principio per cooperare alla riabilitazione degli uomini, esistono sempre intorno a noi*.*»* La Saggezza Divina ha seminato i simboli delle sue virtù intorno a noi, per condurci a raccoglierle. Così, la natura costituisce per l’Iniziato un immenso serbatoio di conoscenze.



 



Il secondo libro affidato alla meditazione del Martinista è *Il Libro dell’Uomo*. Per lui è il libro essenziale. Secondo Saint-Martin, l’uomo è il *«solo libro scritto dalla mano di Dio»* ; in lui si trovano scritte tutte le leggi dell’universo e *«tutte queste verità importanti e fondamentali (esistono) in tutti gli uomini prima di esistere in qualsiasi libro».* L’uomo deve prima di tutto cercare in se stesso.



La lettura del *Libro dell’Uomo* porta dunque all’introspezione e permette di rivolgersi verso il centro dell’essere, il cuore. Il cuore, ci dice Saint-Martin, *«è l’organo ed il luogo in cui si recano tutte le nostre facoltà ed in cui manifestano la loro azione; e poiché queste facoltà fanno parte di tutti i regni che ci costituiscono, cioè il corporeo, lo spirituale ed il divino...»*, il cuore è *«l’incontro e l’espressione continua dell’anima e dello spirito».*



Questo rivolgimento dell’essere verso il proprio centro, questa contemplazione interiore, è la vera preghiera, poiché *«impregna la nostra anima di questo incanto sacro, di questa magia divina, che è la via segreta di tutti gli esseri».*



 



Il lavoro dell’*Uomo di Desiderio* provoca una trasformazione interiore, un *ingravidamento spirituale* portatore di una promessa di rinascita interiore. Il *Vecchio Uomo* deve cedere il posto all’*Uomo Nuovo*. Quest’Uomo Nuovo, una volta nato, passerà attraverso tutti gli stadi dell’evoluzione, fino a raggiungere la sua completa maturità. Divenuto *Uomo-Spirito*, potrà compiere il suo *Ministero*. In questa missione adempirà quella che era la sua missione primitiva, cioè essere l’intermediario attivo tra Dio e l’Universo. Sarà ristabilita la comunicazione tra l’alto e il basso, e la Terra potrà trovare il sabbat. L’uomo potrà partecipare alla reintegrazione del Tutto nell’Uno e ridiventerà il Tempio di Dio: *«Uomini di pace, uomini di desiderio, tale è lo splendore del Tempio in cui un giorno avrete il diritto di prendere posto. Un simile privilegio non deve stupirvi, tanto più che potete cominciare a costruirlo quaggiù, e potete anche ornarlo in tutti gli istanti della vostra esistenza... Ricordatevi che, secondo l’insegnamento dei saggi, le cose che sono in alto sono simili a quelle che sono in basso; e sappiate che potete concorrere voi stessi a questa somiglianza, facendo in modo che le cose che sono in basso siano come quelle che sono in alto».*



La parola *Eptade* viene dal greco *Hepta*, che designa il numero sette. Un’Eptade è dunque un Organismo locale diretto da sette Ufficiali o responsabili. L’Ordine Martinista Tradizionale conta numerose Eptadi nel mondo. Il lavoro in Eptade è condotto nella più stretta regolarità tradizionale e le iniziazioni vengono conferite con la presenza fisica ed effettiva del candidato, da Ufficiali debitamente iniziati, secondo gl’imperativi della Tradizione martinista. Questa forma d’affiliazione è aperta a coloro che possono assistere alle riunioni chiamate *conventicoli*, tenute una volta al mese presso la sede dell’Eptade locale.



Bisogna però sottolineare un punto importante: possono sollecitare la loro ammissione a un’Eptade locale dell’O.M.T. solo i membri attivi e regolari dell’Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce, affiliati a una Loggia, Capitolo o Pronaos, che siano stati iniziati al primo grado del Tempio.
