---
title: "Storia del Rosacrocianesimo – Capitolo X: Magnetismo e egittosofia"
description: "Storia del Rosacrocianesimo, capitolo X: Magnetismo e egittosofia. Mesmer, Cagliostro, l’Egitto di Napoleone e i riti egiziani."
url: https://www.amorc.it/ordine-rosacroce/storia-del-rosacrocianesimo/capitolo-10.html
---

# Storia del Rosacrocianesimo – Capitolo X: Magnetismo e egittosofia

**Capitolo X della «Storia del Rosacrocianesimo».** In questo capitolo: Il sensismo, L’uomo macchina, Il magnetismo, La Società dell’Armonia, Arte e Egitto e altro.




Nel 18° secolo, la scienza di Ermete affronta gli Illuministi che segnano un periodo cerniera della storia occidentale. I depositari dell’esoterismo si appassionano all’Egitto e si dedicano ad una scienza nuova: il magnetismo. Per comprendere l’evoluzione che avrà il rosacrocianesimo, è importante vedere come sono apparsi questi elementi e quali valori trasmisero.



Il movimento filosofico degli Illuministi è caratterizzato dalla totale fiducia nel progresso. Considera la ragione la guida infallibile dell’uomo e sviluppa una diffidenza verso quanto attiene alla religione e alla tradizione. La luce che l’uomo cerca non è più quella di Dio, ma quella che l’uomo fa brillare grazie alla propria intelligenza.



L’uomo del periodo illuminista guarda il mondo con occhi nuovi. In pochi anni il sapere dell’umanità si è allargato notevolmente. Sono gli inizi dell’elettricità e la forza del vapore, scoperta da Denis Papin, trova le prime applicazioni. I lavori di Antoine Laurent de Lavoisier, separano definitivamente le ricerche degli alchimisti dalle dimostrazioni sperimentali della chimica. Gli studi del naturalista Georges Louis Leclerc Buffon annunciano l’evoluzionismo, che scaverà un solco profondo tra la comprensione scientifica del fenomeno della vita e le teorie creazioniste difese dalla religione.



## Il sensismo



Il 18° secolo non è solo il secolo delle scienze, è anche quello dei filosofi, i quali, però, soprattutto sono scienziati. Étienne Bonnot de Condillac fa della sensazione l’origine di tutte le conoscenze. Secondo lui l’uomo prende coscienza di se stesso e delle sue potenzialità, non perché pensa, come diceva Cartesio, ma perché ha delle sensazioni. Introduce il sensismo, un movimento nel quale figurano Claude Adrien Helvetius e Paul Henry Thiry, barone d’Holbach. Entrambi professano un materialismo ed un ateismo assoluti, presentando la religione come uno strumento di tirannia ostacolo per la ragione e il benessere.



## L’uomo macchina



L’obiettivo di quest’epoca non è più di migliorare l’uomo interiore, ma di andare verso il progresso che dispenserà benessere a tutti. D’altro canto, questo periodo mette in dubbio l’esistenza stessa dell’uomo interiore, dell’anima. Julien Offray de la Mettrie, col suo libro L’Uomo-macchina (1748), riduce l’uomo ad un meccanismo senza alcun bisogno di un Creatore per esistere. La maggioranza dei filosofi concorda con questa visione, e nonostante Jean-Jacques Rousseau si oppone a tale atteggiamento, tuttavia fa parte di coloro che, come Helvetius, Voltaire, Montesquieu, Condillac, collaborano all’opera cardine dell’Illuminismo: L’Enciclopedia di Diderot e d’Alembert (1751-1780). Il razionalismo e materialismo di questa enciclopedia hanno esercitato una forte influenza sulla cultura dell’epoca. Sarà chiamata dai gesuiti e dai giansenisti il «libro del diavolo».



Con tali premesse, ci possiamo chiedere come può l’uomo del 18° secolo credere ancora che esista in lui un principio superiore, un’anima, che lo unisce ad un ipotetico Divino. Certo, l’uomo della strada non è tanto toccato delle diverse prese di posizione degli Illuministi, ma i sostenitori dell’illuminismo^[1](https://www.amorc.it/#nota-10-1)^, cioè dell’esoterismo ne sono preoccupati. Ecco che la comparsa della nuova scienza chiamata magnetismo li induce in investigazioni che suscitano dibattiti nei quali spiritualisti e materialisti si contrappongono violentemente. L’abate Fournié, ex segretario dell’ordine degli Eletti Cohen, dichiara subito che il magnetismo è stato inviato da Dio per farci comprendere che abbiamo un’anima distinta e indipendente dal corpo^[2](https://www.amorc.it/#nota-10-2)^.



## Il magnetismo



Per Eliphas Levi, l’elemento importante del 18° secolo non è l’Enciclopedia, né la filosofia di Voltaire, né quella di Rousseau, ma il magnetismo scoperto da Franz-Anton Mesmer (1734-1815). E aggiunge: «Mesmer è come Prometeo: ha dato all’uomo il fuoco del cielo che Franklin ha soltanto diretto»^[3](https://www.amorc.it/#nota-10-3)^. Nel 1766, questo medico originario della Svevia scrive una Dissertazione fisico-medica sull’influsso dei Pianeti^[4](https://www.amorc.it/#nota-10-4)^ nella quale affronta la causa della gravitazione universale e la sua influenza sulla salute. Riprende le ipotesi di Paracelso e di Robert Fludd sull’Anima del mondo, quelle dell’alchimista van Helmont sul magnetismo curativo^[5](https://www.amorc.it/#nota-10-5)^ e le teorie di Guillaume Maxwell sullo spirito vitale^[6](https://www.amorc.it/#nota-10-6)^. Confrontando queste differenti teorie con i principi enunciati da Isaac Newton e con le sue riflessioni, giunge a mettere a punto la teoria sul «magnetismo animale»; nome con il quale designa «la proprietà dei corpi di essere ricettivi all’azione di un fluido universalmente diffuso, che avvolge tutto quanto esiste e che serve a mantenere l’equilibrio tra tutte le funzioni vitali»^[7](https://www.amorc.it/#nota-10-7)^.



Franz Anton Mesmer affermava di essere in grado di captare questa energia sottile allo scopo di trattare i malati e restituire loro l’armonia energetica necessaria al recupero della salute. Pretendeva di essere capace di guarire qualsiasi malattia. Dal 1772, incomincia a curare applicando delle calamite. Col tempo si accorge che ottiene effetti interessanti magnetizzando con le mani. Cura anche mediante acqua magnetizzata, ma è soprattutto con la sua celebre «vasca» che tratta i suoi pazienti. Questa vasca consiste in una tinozza di circa sei piedi di diametro contenente sabbia mescolata a frammenti di bottiglie rotte, bastoncini di zolfo sbriciolato e limatura di ferro. La vasca è piena d’acqua e chiusa con un coperchio attraverso il quale sono infilate delle asticelle di ferro disposte in modo tale che un paziente possa mettere una delle estremità dell’asticella a contatto con quella parte del corpo che necessita del trattamento riparatore.



## La Società dell’Armonia



In breve tempo, Mesmer è sospettato di essere un ciarlatano, o di praticare la magia. Egli però è categorico e non cesserà, vita natural durante, di spiegare che il magnetismo non ha niente di soprannaturale, che si tratta di un fenomeno fisico. Stanco delle critiche, lascia Vienna e va a Monaco, poi a Parigi. Qui pubblica il suo Memorie sulla scoperta del magnetismo animale (1779), un testo nel quale tenta di giustificare l’origine della sua teoria e mette in evidenza l’esistenza di un fluido universale che circola nei corpi. Nonostante in molti passaggi Mesmer si mostri relativamente arrogante verso la scienza ufficiale, spedisce il suo libro a quarantasette società scientifiche del mondo (America, Olanda, Russia, Spagna…).



La pubblicazione gli vale numerose seccature con l’Accademia delle Scienze, La Società Reale di Medicina e la Facoltà di Parigi. Tali contrasti lo obbligano a trasferirsi, e si reca a Spa. I pazienti di Mesmer sono entusiasmati dai risultati prodotti dalle cure magnetiche sulla salute. Due di loro, Nicolas Vergasse, un avvocato di Lione, e Kornmann, un banchiere dell’Alsazia, lo aiutano a creare uno stabile dove i malati possono seguire le cure di magnetismo e dove si possa anche insegnare questa scienza. Fonda così, nel 1783 la Società dell’Armonia. Il magnetismo conosce quindi un successo crescente e persino Louis-Claude de Saint-Martin se ne lascia sedurre per qualche tempo. Cosa sorprendente, mentre Mesmer si dà da fare a dimostrare che il magnetismo non ha niente da vedere con l’occultismo, dà tuttavia alla Società dell’Armonia una forma che l’avvicina ad un rito massonico. Chiama la sua società «loggia» ed usa geroglifici e simboli per trasmettere i suoi insegnamenti. Inoltre, i membri sono introdotti nella società mediante un rituale d’entrata che assomiglia ad un’iniziazione, e le riunioni nelle quali si coltiva il gusto per il segreto, comportano una cerimonia quasi rituale. In effetti, si può dire che la Società dell’Armonia è una specie di società paramassonica. Mesmer stesso era massone come la maggior parte dei membri della sua società che riuniva anche molti martinisti^[8](https://www.amorc.it/#nota-10-8)^. Mesmer autorizza ben presto la nascita di società in diverse città. Puységur fonda a Strasburgo la Società armonica dei benefattori degli amici riuniti, mentre il dr Dutrech fonda a Lione la Concordia. Il dr Mocet fonda anche una società a Bordeaux.



## Arte e Egitto



La perdita d’influenza della Chiesa condusse gli uomini del 18° secolo ad interrogarsi più liberamente sulle altre forme di spiritualità e il fascino per l’Egitto, iniziato qualche anno prima, aumenta. Tale tendenza si manifestò nel 17° secolo specialmente nell’arte. Gian Battista Lully aveva presentato a Saint-Germain-en-Laye Isis (1677), un’opera di ispirazione egizia, e a Parigi, il teatro di Bourgogne aveva presentato un’opera teatrale di Jean-François Regnard, Les Momies d’Egypte (Le Mummie d’Egitto), (1696), che mette in scena Cleopatra e Osiride. Nel nostro articolo precedente abbiamo ricordato il romanzo dell’abate Terrasson, Séthos, o vita ricavata dai monumenti e aneddoti dell’antico Egitto (1735), che parla delle iniziazioni nella grande piramide e nei templi di Menfi. Le prove della purificazione mediante i quattro elementi, terra, acqua, fuoco e aria, che fa subire al suo eroe (tomo secondo, libro III), saranno riprese dalla Massoneria nel suo rituale. Alcuni anni dopo, Jean-Philippe Rameau dà un balletto a Versailles, Les Festes de l’Himen ou les Dieux de l’Egypte (Le Feste dell’Himen o gli dèi dell’Egitto), (1747), nel quale compare Osiride. Rilanciò questo tema con un’opera-balletto, La Naissance d’Osiris (La Nascita d’Osiride), (1751).



Anche l’architettura è coinvolta, e nella sua opera intitolata Différents manières d’orner les cheminées (Vari modi di decorare i camini), (1769), Giambattista Piranesi propone diverse decorazioni ispirate allo stile egizio. La regina Maria Antonietta, sensibile all’estetica egizia, ordina diversi oggetti per i palazzi reali, specialmente sfingi, tutt’ora a Versailles, a Fontainebleau e a Saint-Cloud. Wolfgang Amadeus Mozart mette in musica Tamino re d’Egitto, un dramma del barone von Gebler, dal quale deriveranno certi elementi per il Flauto Magico (1791), sua opera massonica colorata di Egizianismo. Neumann crea a Dresda Osiride (1718), opera d’ispirazione egizia. Seguiranno altre opere come il viaggio di Kosti (1795), di Karl von Eckartshausen, un romanzo iniziatico il cui eroe è istruito sul senso nascosto dei simboli massonici nelle piramidi^[9](https://www.amorc.it/#nota-10-9)^.



## Il culto primitivo



Sempre in quest’epoca compare una pubblicazione che segna una tappa principale nello studio comparativo delle religioni, Le Monde Primitif analysé et comparé avec le monde moderne (Il Mondo Primitivo analizzato e comparato al mondo moderno), (1773), di Court de Gébelin^[10](https://www.amorc.it/#nota-10-10)^ che a suo modo si lancia alla ricerca della Tradizione Primordiale attraverso lo studio dell’origine delle lingue. Cercando la «parola perduta», pensa di ritrovare la lingua originale dell’umanità e, così, restituirle la sua purezza primitiva. Le sue riflessioni lo portano a pensare che Parigi era un tempo il centro di un santuario egizio. Secondo lui, «Parigi» deriva da Bar Isis, vale a dire «barca di Iside»^[11](https://www.amorc.it/#nota-10-11)^. Indica che la cattedrale di Notre-Dame si trova là dove sorgeva anticamente un santuario dedicato a Iside. Nell’8° volume del Mondo Primitivo (1781), compare il primo studio esoterico sui tarocchi. Court de Gébelin afferma che l’origine dei tarocchi è egizia e indica Thot quale creatore.



Nel 1783 si ammala e viene curato da Franz-Anton Mesmer. La sua ripresa fa grande scalpore poiché parla del suo ricorso al magnetismo durante una riunione del Museo di Parigi (emanazione accademica della celebre loggia delle Nove-Sorelle della quale è membro). In luglio scrive una lettera sul magnetismo che invia al re di Francia. Subito circola nel Tout-Paris e alimenta le polemiche su Mesmer… specialmente perché Court de Gébelin muore l’anno dopo per i postumi della malattia. Etteilla (Alliette, 1738-1791), suo discepolo, continuerà le sue ricerche sui tarocchi e l’Egitto e fonderà un ordine iniziatico misterioso, i Perfetti Iniziati d’Egitto.



A proposito dello studio comparato delle religioni, conviene segnalare l’opera che, dopo la scomparsa dell’autore del Mondo Primitivo, destò più scalpore. Si tratta dell’Origine de tous les cultes ou Religion Universelle (Origine di tutti i culti o Religione Universale), (1794), di Charles-François Dupuis. Questo vasto trattato di mitologia, la cui parte centrale è costituita da un «Trattato sui misteri», vuole mostrare che tutte le dottrine, le leggende e le feste, hanno come fonte comune una religione universale basata sui fenomeni astronomici. L’autore, massone, percorre i misteri sin dalla loro fonte egiziana. Li giudica cattivi, viziati e contrari alla verità poiché per Dupuis «la verità non ha misteri: questi fanno parte dell’errore e dell’impostura». Sminuzza il cristianesimo mostrando che ha preso elementi dalle religioni antiche snaturandoli. Il libro di Dupuis avrà grande successo tra i razionalisti che ne faranno la propria bibbia^[12](https://www.amorc.it/#nota-10-12)^.



## Cagliostro



In un certo senso, l’Egitto e il magnetismo si uniranno con la creazione di un rito massonico egiziano da parte di Alessandro Cagliostro. Di origini enigmatiche, di lui si pensa che abbia ricevuto un’iniziazione rosacrociana a Malta tra il 1766 e il 1768. Nel 1778 apre in Olanda una prima loggia di un genere nuovo, un rito egiziano. Dopo aver viaggiato per tutta l’Europa, nell’ottobre del 1784 arriva a Lione dove in dicembre inaugura la Saggezza Trionfante, la Loggia madre del suo ordine. Come Franz Anton Mesmer, organizza cure a carattere iniziatico: «le due quarantene». La prima permette al massone egiziano di diventare «moralmente perfetto», la seconda di diventare «fisicamente perfetto»^[13](https://www.amorc.it/#nota-10-13)^. Secondo Robert Amadou, la pratica rituale e personale di Cagliostro, anche se non proviene da una filiazione storica che la ricolleghi all’Egitto, «sposa la linea dell’Egitto faraonico ritrasmessa mediante il cristianesimo copto»^[14](https://www.amorc.it/#nota-10-14)^. Vi si ritrovano teurgia, magia religiosa e ricerca dell’immortalità, elementi che l’avvicinano alle pratiche e alle aspirazioni della saggezza egizia.



Lo sviluppo dei riti d’ogni genere, pratichino o meno l’occultismo, il magnetismo, il templarismo, il rosacrocianesimo o il martinismo, spinge i massoni ad interrogarsi sulle proprie origini. Negli anni 1784-1785 e 1786-1787, il regime massonico dei Filaleti provoca un gran convegno internazionale nel quale ognuno è invitato a dare la propria opinione sull’ordine migliore per portare i suoi adepti verso la Saggezza^[15](https://www.amorc.it/#nota-10-15)^. Si dice che nell’occasione, Cagliostro avrebbe detto nel maggio 1785: «Non cercate più, Signori, l’espressione simbolica dell’idea divina: fu creata sessanta secoli fa per i Magi dell’Egitto. Ermete-Thot ne ha fissato i due termini. Il primo è la Rosa, perché questo fiore è di forma sferica, simbolo perfetto dell’unità, e perché il profumo che ne esala è come una rivelazione della vita. Questa Rosa fu posta al centro di una Croce, figura che esprime il punto in cui si uniscono gli apici di due angoli retti le cui linee possono essere prolungate all’infinito dalla nostra concezione, nel triplo senso di altezza, larghezza e profondità. Il simbolo fu fatto d’oro a significare, nella scienza occulta, la luce e la purezza; il saggio Ermete lo chiamò RosaCroce, cioè Sfera dell’Infinito». La missione di Cagliostro fu breve. A seguito dell’affare del Collier della regina, emigrò in Inghilterra, ma, inseguito dall’Inquisizione, fu arrestato il 27 dicembre 1789. Condannato per eresia e magia, morirà nella fortezza di San Leo il 26 agosto 1795. La sua vita pubblica non superò i 13 anni.



## Condanna del magnetismo



Dall’inizio del 18° secolo la Corte ha perso la sua valenza ed è sostituita dall’attività dei saloni dove sono ricevuti artisti, scrittori, filosofi e scienziati. Il magnetismo occupa rapidamente un posto rilevante e le sedute sono presto di grande attualità, persino un divertimento attraente per l’alta società. Però tale pratica è una vera sfida alla Ragione, considerata come un dogma dagli Illuministi. Nel 1784, re Luigi XVI incarica una commissione, composta da Antoine Laurent de Lavoisier, Benjamin Franklin e quattro membri dell’Accademia di medicina, di esaminare la questione. Benché riconosca gli effetti curativi del magnetismo, la commissione lo sconsiglia giudicandolo non scientifico e troppo pregno di superstizioni. Vi trova innanzi tutto l’effetto dell’immaginazione. Le pubblicazioni contro il magnetismo si moltiplicano.



## Il sonnambulismo



Alla fine del 18° secolo il magnetismo è in difficoltà. Nel 1785, infatti, Nicolas Vergasse, principale collaboratore di Franz-Anton Mesmer (è lui il traduttore dei suoi testi dato che Mesmer conosce male il francese), è espulso dalla Società dell’Armonia. Poco dopo si schiera a fianco degli spiritualisti che, come Louis-Claude de Saint-Martin o Jean-Philippe Dutoit-Membrini, cominciano a diffidare del mesmerismo^[16](https://www.amorc.it/#nota-10-16)^. Franz-Anton Mesmer, eterno viaggiatore, parte per Tolosa dove nel 1786 risiede presso i Bourg, una famiglia di Eletti Cohen molto legati a Louis-Claude de Saint-Martin^[17](https://www.amorc.it/#nota-10-17)^. La Società dell’Armonia sarà sciolta qualche anno dopo, nel 1789, e Franz-Anton Mesmer passerà all’«Oriente eterno» nel 1817. Però, da qualche anno il magnetismo si orienta verso l’occultismo. Infatti, Armand Marie Jacques de Chastenet, marchese di Puységur, colonnello d’artiglieria, aveva fatto una scoperta che porterà il magnetismo verso una nuova direzione: il sonnambulismo^[18](https://www.amorc.it/#nota-10-18)^.



Quando un soggetto viene magnetizzato per alcuni minuti, cade in una sorta di letargia, «il sonno magnetico». Nell’aprile 1784, mentre magnetizzava secondo i principi di Mesmer, il marchese di Puységur scopre che quando un soggetto è immerso nel sonno magnetico, la sua personalità si modifica. Si produce in lui una prodigiosa estensione dei sensi che gli permettono di vedere e sentire cose inaccessibili alla mente umana. Meglio ancora, il soggetto diventa un medium dotato di una sorprendente chiaroveggenza e capace di rispondere a domande sull’invisibile. È l’inizio del sonnambulismo magnetico o artificiale, fenomeno che culminerà, più tardi, in una scoperta fondamentale, quella dell’inconscio^[19](https://www.amorc.it/#nota-10-19)^.



Tutti coloro che si dedicano alla scienza dell’invisibile, e specialmente gli Eletti Cohen, sono inevitabilmente sedotti da questa pratica. Un po’ dovunque si registrano oracoli di sonnambuli. Jean-Baptiste Willermoz non sfugge all’infatuazione generale, ed è probabile che questa pratica sia per molti la battuta finale dell’ordine degli Eletti Cohen. In effetti, col sonnambulismo non c’è più bisogno di ascesi né di riti complicati per comunicare con l’invisibile: basta far scivolare un paziente nel sonno magnetico e interrogarlo. La pratica mostrerà, ahimè che le cose non sono così semplici, e Jean-Baptiste Willermoz, che in questo ambiente creò la Società degli iniziati (1785), ne farà le spese tra l’aprile 1785 e l’ottobre 1788^[20](https://www.amorc.it/#nota-10-20)^. Si unirà poi ai Martinisti che, come Rodolfo Salzmann, pensano che sia pericoloso sollevare il velo dell’aldilà senza un preliminare lavoro di santificazione.



Nel 18° secolo, la Chiesa non si preoccupa di condannare il magnetismo. Sarà più ferma contro la massoneria poiché il fascino per l’esoterismo aveva indotto molti cristiani a bussare alle porte delle logge. È denunciata dalla bolla papale (In eminenti) del 1738, rinnovata da quella di Benedetto XV (Providas) del 1751. Il divieto resta tuttavia senza effetto e le logge si diffondono un po’ dovunque in Francia. Se ne trovano persino nelle abbazie. José A. Ferrer-Benimelli ha censito quasi duemila ecclesiastici tra i frequentatori delle logge^[21](https://www.amorc.it/#nota-10-21)^. All’epoca si contano quasi seicentocinquanta laboratori massonici in tutto il paese. Con la rivoluzione quasi tutti vanno in sonno.



## La Piramide delle Tuileries



Nel 1789, la Francia cambia rotta mettendo fine all’Antico Regime, quello reale. È sorprendente vedere che i rivoluzionari non sono insensibili all’Egitto. Sembra che vi proiettino il loro ideale primitivo di purezza, di giustizia e di saggezza. Così, quando il 26 agosto 1792, danno una cerimonia in onore dei martiri della giornata del 10 agosto, si innalza una gigantesca piramide alle Tuileries. Nell’agosto dell’anno seguente, viene celebrata la Festa della Natura rigenerata per commemorare la caduta dell’Antico Regime. Sulle rovine della Bastiglia viene eretta la fontana della Rigenerazione che, sottoforma della statua di Iside rappresenta la Natura. Nello stesso periodo, Jean-Baptiste Lemoyne crea la prima opera la cui trama si svolge totalmente nella terra dei faraoni, Nephté (derivato dai nomi degli dèi Neith e Ptah). Le scenografie realizzate da Pierre-Adrien Pâris, comprendono piramidi, tombe e un viale di sfingi che conduce al tempio di Osiride.



## Napoleone e l’Egitto



Qualche anno dopo, con Napoleone, la passione per l’Egitto aumenta. Porterà alla creazione di ordini iniziatici che si dicono risalenti alla terra dei faraoni. Nel maggio 1798, Napoleone Bonaparte naviga verso l’Egitto con cinquantaquattromila soldati e diverse decine di scienziati, matematici, astronomi, ingegneri, disegnatori e artisti. Sbarca ad Alessandria ai primi di luglio 1798. Alcuni giorni dopo i Mamelucchi vincono la loro battaglia detta delle Piramidi. L’anno dopo, l’imperatore crea una commissione di studio dell’Egitto che dà subito nascita ad una pubblicazione prestigiosa, la Descrizione dell’Egitto (9 volumi di testi e 11 di disegni pubblicati tra il 1809 e il 1829). Tale opera monumentale rivelerà al mondo gli splendori del paese e segnerà l’inizio dell’«egittomania»^[22](https://www.amorc.it/#nota-10-22)^.



Un testo fondamentale è pubblicato a parte da M. Cadet col titolo Copia con figure di un rotolo di papiro trovato a Tebe in una tomba dei re…, prima di essere inserito nella Descrizione dell’Egitto; si tratta del papiro col testo detto Il Libro dei morti. Il secolo dopo, il promotore del magnetismo moderno, Henri Durville, lo commenterà a lungo nell’ambito del movimento egizianeggiante che creò, l’Ordine Eudiaco. Ancora una volta la terra delle piramidi ispira gli artisti e nel marzo 1808, l’Imperatore ha il piacere di assistere alla creazione degli Amori di Antonio e Cleopatra, un balletto di Jean-Pierre Aumer con musiche di Rudolphe Keutzer. Iside continua ad ammaliare i Parigini, e nel 1809 una commissione studia la fondatezza dell’ipotesi formulata da Court de Gébelin circa le origini di Paris (Bar Isis). Si arriva alla conclusione che la leggenda è una realtà che poggia sull’esistenza di un antico culto a Iside. Nel gennaio 1811 viene ufficialmente riconosciuta l’origine isiaca di Parigi e la dea egizia d’ora in poi è rappresentata sugli stemmi della città di Parigi.



La pubblicazione della Descrizione dell’Egitto riaccende le speculazioni sui misteri delle conoscenze detenute dai sacerdoti del paese del Nilo. Alexandre Lenoir pubblica La Massoneria riportata alle sue vere origini (1807), un libro col quale tenta di far risalire la massoneria alla religione egizia, presentata come religione naturale e primordiale. A.P.J. de Visme, invece, pubblica le sue Nuove ricerche sull’origine e la destinazione delle Piramidi d’Egitto (1812), un libro nel quale tenta di dimostrare che esse rivelano i principi elementari delle scienze astratte e occulte. Viene di nuovo pubblicato Séthos, che questa volta, ha maggior successo rispetto alla prima edizione.



## Gli Amici del Deserto



È in questo ambiente, segnato da un Egitto spesso idealizzato, che nascono diversi gruppi iniziatici egizianeggianti. Il primo è alquanto misterioso, si tratta dell’Ordine dei Sofistici (1801), mai citato se non da Ragon. Quello che più ci interessa nasce a Tolosa per volere di Alexandre Du Mège (1780-1862), un archeologo che fondò la Società Archeologica del Mezzogiorno (ci ritorneremo più tardi quando parleremo degli ambienti rosacrociani di Tolosa della fine del 19° secolo). Questo massone, titolare del grado di RosaCroce, crea nel 1806 Gli Amici del Deserto, e fonda la sua loggia madre, la Sovrana Piramide, a Tolosa^[23](https://www.amorc.it/#nota-10-23)^. Secondo l’idea del fondatore, la loggia doveva avere la forma di una piramide con la porta custodita da due sfingi e doveva avere un altare dedicato a «Dio Umanità-Verità» eretto davanti alle statue di Iside e Osiride. Anche i muri dovevano essere decorati con geroglifici copiati secondo le incisioni di antichi monumenti egizi. Gli abiti dei membri dell’ordine dovevano essere in stile egizio. Non si sa se il progetto andò in porto poiché l’ordine sembra aver avuto un’esistenza effimera. Oltre Tolosa formò delle «piramidi» a Montauban e a Auch. È possibile, tuttavia, che abbia conosciuto una modesta sopravvivenza di qualche anno. Un po’ più tardi, nel 1822 altri cittadini di Tolosa, il colonnello Louis-Emmanuel Dupuy e il responsabile degli archivi dell’Alta Garonna, Jean-Raymond Cardes, sembrano voler continuare il progetto egiziano creando una loggia del rito di Misraim.



## Il rito di Menfi



Verso il 1814 Marc e Michel Bédarrides, comandanti dell’esercito di Napoleone in Italia, portano a Parigi il Rito di Misraim (parola ebraica per «Egiziani»). Però, al di là del nome quest’ordine fa pochissimo riferimento all’Egitto nelle sue cerimonie. Nato negli ambienti francesi militari e amministrativi d’Italia, il rito viene portato in questo paese a seguito delle campagne napoleoniche. All’epoca Francesi e Inglesi si disputavano l’Egitto. Nell’esercito imperiale ci sono molti massoni che forse sono stati tentati di cercare un’altra fonte al loro ordine, diversa da quella stabilita da Anderson. Le meraviglie scoperte in Egitto alimentano tale decisione che si situa in un periodo in cui si tende ad unire esoterismo e Egitto. Come abbiamo detto negli articoli precedenti, questo punto di vista era stato messo in rilievo nel Rinascimento che vedeva nell’Egitto di Ermete l’origine della Tradizione Primordiale^[24](https://www.amorc.it/#nota-10-24)^.



Alcuni anni dopo la comparsa del Rito di Misraim, si assiste alla nascita di quello di Menfi (1838), fondato da Jean-Etienne Marconis de Nègre. Diversamente dal precedente, quest’ordine cerca di riunire gli elementi presi dai misteri egizi descritti da Diodoro di Sicilia e dall’Abate Terrasson in Séthos. Marconis de Nègre fu senza dubbio influenzato anche da I Misteri di Iside e Osiride, Iniziazione Egizia (1820). L’autore, T.P. Boulange, avvocato della Corte reale e professore alla facoltà di diritto di Parigi, denuncia gli errori di Dupuis e mostra il valore iniziatico dei misteri egizi, destinati, secondo lui, a formare il discepolo alla pratica della virtù e allo studio delle alte scienze.



## La stele di Rosetta



Finora le speculazioni sull’Egitto hanno portato a parecchie teorie. Però si ignora tutto del contenuto reale dei testi egizi. Le ipotesi di Athanasius Kircher, scienziato appassionato di archeologia, linguistica, alchimia e magnetismo, dettano legge (Œdipus Ægyptiacus, 1652). Ma nel 1822 le cose cambiano radicalmente. Grazie alla stele di Rosetta, che reca un testo in tre caratteri: geroglifico, demotico e greco, Jean-François Champollion (1790-1832) scopre la chiave d’interpretazione dei geroglifici. Di colpo le ipotesi di Athanasius Kircher crollano e si assiste alla vera nascita dell’egittologia. La Francia si sente «la primogenita dell’Egitto». Nel 1827 inaugura il suo museo egizio al Louvre, del quale Jean-François Champollion è direttore.



## La Società del Magnetismo



Durante questo periodo, il movimento iniziato da Mesmer continua a svilupparsi sotto forme nuove. Il marchese di Puységur, grande magnetizzatore e uomo di bene, (casa sua era sempre aperta ai poveri e ai bisognosi), pubblica molte opere nelle quali parla delle guarigioni e dei risultati ottenuti con le cure magnetiche. Col suo allievo Joseph-Pierre Deleuze, crea il primo periodico completamente dedicato al magnetismo, gli Annali del Magnetismo (1814-1816). Fondano la Società del Magnetismo (1815) che avrà grande risonanza. Altre correnti nascono in questo periodo, ne parleremo nel prossimo articolo.



Alcuni autori tentano anche di collegare il magnetismo all’Egitto, come il dr Alphonse Teste, medico magnetizzatore e omeopata. Nel suo Manuale Pratico di magnetismo animale (1828 e 1840), cita le fonti egizie di tale pratica. Anche un articolo della rivista Il Magnetizzatore spiritualista, organo ufficiale de La Società dei Magnetizzatori spiritualisti di Parigi, creata da Alphonse Cahagnet, fa riferimento all’Egitto. Il dottor Martins, cita le visioni del suo medium che aveva visto un tempio ospedale egizio dove erano disposti dei letti intorno ad una catena magnetica.



La Chiesa assumerà una posizione ambigua nei confronti del magnetismo. In un primo tempo, nel 1841 lo condanna, dal 1856 però adotta una posizione più aperta. In effetti, essa non può opporsi ad un movimento che in definitiva lotta contro il materialismo degli Illuministi cercando di portare prove a favore dell’esistenza dell’anima. Al riguardo, ne Il Mondo occulto o Misteri del magnetismo (1851 e 1856), Henri Delaage, considera il magnetismo uno strumento adatto a ricondurre i creduloni alla fede. Il suo libro reca una prefazione del celebre padre Lacordaire il quale, dal 1846, evocava questa scienza allorché saliva sul pulpito di Notre Dame de Paris. L’opera di Henri Delaage porta in epigrafe una frase di Alessandro Dumas che dice: «se vi è una scienza al mondo che rende palese l’anima questa è senza dubbio il magnetismo». Lo stesso Honoré de Balzac, nel suo romanzo Ursule Mirouet (1841), fa il ritratto di un medico, il dottor Moniret, il quale ritrova la fede dopo un’esperienza di magnetismo. Il capitolo 6° del libro ha per titolo: «Prontuario di magnetismo».



## Gesù esseno



Purtroppo il dogmatismo della Chiesa scoraggerà coloro che, in questo contesto, sono alla ricerca del vero cristianesimo, del cristianesimo primitivo. È il caso dell’Abate Chatel, (1795-1837) promotore della Chiesa Cattolica Francese. La quale sarà legata all’ordine neotemplare di Fabré-Palbrat. Altri, come Pierre Leroux, vedranno nella dottrina essena il vero cristianesimo. Il suo libro L’Umanità, il suo principio e il suo avvenire… (1840) fa di Gesù un esseno in contatto con la tradizione d’Oriente. Daniel Ramée segue la stessa linea con La Morte di Gesù, Rivelazioni storiche […] in base al manoscritto di un Fratello dell’ordine sacro degli esseni, contemporaneo di Gesù, (1863). Così l’essenismo, già unito alla RosaCroce d’Oro d’Antico Sistema verso il 1777, continuerà a preoccupare quanti sono alla ricerca della Tradizione Primordiale. Esso si combina con l’egittosofia, una passione per la saggezza di un popolo del quale si riscoprono le fondamenta.



Possiamo dire che l’epoca di cui abbiamo parlato è caratterizzata dal suo nuovo rapporto con i mondi superiori. La magia emersa durante il Rinascimento tende a mutarsi mediante pratiche nuove e prive di connotazioni religiose. Con il magnetismo vi si paleserà quasi la volontà di farvi nascere una scienza dei mondi occulti.



Questa divagazione sul magnetismo può sembrare strana in una storia del rosacrocianesimo, tuttavia è fondamentale. Ci permetterà di comprendere meglio come sono evolute l’eredità esoterica e le sue pratiche. Infatti, il magnetismo provocherà l’avvio di numerosi movimenti che, a partire da questo fenomeno, si dedicheranno allo studio dello psichismo dell’uomo, delle sue facoltà trascurate e del modo di svilupparle per vivere in modo più armonico. Nel 1836 si produce un fatto che avrà conseguenze importanti: un Francese, Charles Poyan, discepolo del marchese di Puységur, introduce in America il mesmerismo…



## Note



1. Antoine Faivre ha dedicato uno studio molto preciso sull’argomento, L’Esoterismo nel 18° secolo, Paris, 1973, Seghers. Sul tema, vedere anche i due volumi di Auguste Viatte, Les Sources occultes du romantisme, Illuminisme e Théosophie, (Le Origini occulte del romanticismo, dell’Illuminismo e della Teosofia) 1770-1820, Honoré Champion, Paris, 1979. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-1)
2. Pierre Fournié, Ce que nous avons été, ce que nous sommes, et ce que nous deviendrons (Quello che siamo stati, quello che siamo e quel che diventeremo), per A. Dulau et Co., Londra, 1801, p. 363. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-2)
3. Eliphas Levi, Histoire de la Magie (Storia della Magia), Félix Alcan, Paris, 1922, libro VI, cap. I, p. 416. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-3)
4. Dissertatio physico-medica de planetarum, Vienna, 1766. Questo testo è stato pubblicato da Robert Amadou nel 1971 dalle edizioni Payot, in un volume che, col titolo Il Magnetismo animale, riunisce l’opera scritta da Mesmer sull’argomento. Oltre la Dissertazione fisico-medica sull’influsso dei Pianeti, vi si trovano il suo Discorso sul Magnetismo, Memorie sulla scoperta del Magnetismo animale e della corrispondenza. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-4)
5. De Magnetica vulnerum curatione, Parisiis, Vic. Leroy, 1621. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-5)
6. De Medicina magnetica, Francfort, 1679. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-6)
7. Estratto dal Catechismo del Magnetismo animale, testo che Mesmer donava ai suoi allievi. Vedere F.-A. Mesmer, Il Magnetismo animale, op. cit. p. 225. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-7)
8. La denominazione martinista è usata qui per indicare coloro che facevano parte del movimento di Martinèz de Pasqually, di Jean-Baptiste Willermoz e di Louis-Claude de Saint-Martin. Quest’ultimo lo impiegava in questo senso già dal 1787. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-8)
9. Sull’argomento consultare l’opera magnificamente illustrata Égyptomania, l’Egypte dans l’art occidental (Egittomania, l’Egitto nell’arte occidentale) 1730-1930, Unione dei Musei nazionali, Parchi e Ottawa, 1994. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-9)
10. Su questo personaggio e la sua opera riferirsi al libro di Anne-Marie Mercier-Faivre, Un Supplément à «Éncyclopédie», Le Monde primitif d’Antoine Court de Gébelin, Honoré Champion, Paris, 1999. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-10)
11. Vedere, Massoneria e religione, d’Antoine Court de Gébelin, e il mito delle origini, sotto la direzione di Charles Porset, Honoré Champion, Paris, 1999. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-11)
12. In merito alla genesi di questo lavoro, vedere Claude Rétat, «Luci e ombre del cittadino Dupuis», rivista Chroniques d’histoire maçonnique, n° 50, IDERM, 1999, pp. 5-68. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-12)
13. Vedere il libro di Reghini Arturo, Cagliostro, documenti e studi, Archè, Milano, 1987, cap. II, pp. 43-68. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-13)
14. Vedere Enciclopedia della Massoneria, articolo «Cagliostro», Tascabile, 2000, p. 247. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-14)
15. Su tale convegno vedere il libro di Charles Porset, Les Philalèthes et les Convents de Paris, Honoré Champion, Paris, 1996. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-15)
16. Vedere l’opera di Jean-Philippe Dutoit-Membrini (con lo pseudonimo di Keleph Ben Nathan), La Philosophie Divine appliquée aux lumières naturelles, magiques, astrales, surnaturelles, céleste et divine. Comprende un testo critico di Saint-Martin che mette in evidenza i pericoli del magnetismo. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-16)
17. La famiglia praticherà il magnetismo fino al periodo del “Terrore”. Vedere Tournier Clément, Le Mesmérisme a Toulouse, 1911. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-17)
18. A proposito della storia e della posta del magnetismo, consultare lo studio di Bertrand Méheust, Somnambulisme et médiumnité, tomo 1, «Le Défi du magnétisme» «La Sfida del magnetismo» e tomo 2, «Le Choc des sciences psychiques» (Il colpo delle scienze psichiche), Institut Synthélabo, collezione «les Empêcheurs de penser en rond» (la fiera degli Antipensatori), Le Plessis-Robinson, 1999. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-18)
19. Vedere sull’argomento il libro di René Rouissillon, Du Baquer de Mesmer au «baquet» de S. Freud, une archéologie du cadre et de la pratique psychanalytique (Dalla vasca di Mesmer alla «Vasca» di S. Freud, un’archeologia nella cornice e nella pratica psicanalitica), Puf, Paris, 1992. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-19)
20. Vedere l’articolo «L’Agente Incognito», rivista Pantacle n° 1, gennaio 1993, pp. 29-34. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-20)
21. Les Archives secrètes du Vatican et de la Franc-Maçonnerie, histoire d’une condamnation pontificale, (Archivi segreti del Vaticano e della Massoneria, storia di una condanna pontificia), Dervy, Paris, 1989. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-21)
22. Sull’argomento, vedere le opere di Robert Solé, Égypte, passion française (Egitto, passione francese), Seuil, 1997, et Les Savants de Bonaparte (Gli studiosi di Bonaparte), Seuil, Paris, 1998. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-22)
23. Su questo rito, vedere l’articolo di Maurice Caillet, «Un rite maçonnique inédit à Toulouse et à Auch en 1806», (Rito massonico inedito a Tolosa e a Auch nel 1806), nel Bollettino della Società Archeologica del Gers, 1° trim. 1959, pp. 27-57. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-23)
24. Vedere «Egitto e Tradizione Primordiale», rivista Rosa-Croce n° 16 e n° 17. [↩](https://www.amorc.it/#rif-10-24)
