Capitolo XII della «Storia del Rosacrocianesimo». In questo capitolo: Monte Verità, I Templari d’Oriente, La Golden Dawn, Joséphin Péladan, La RosaCroce di Tolosa e altro.

Tra l’ultima metà del XIX secolo e la prima metà del secolo seguente si assiste al fiorire di Ordini rosacrociani. Questi movimenti non hanno generalmente niente in comune con quello che noi conosciamo della RosaCroce del passato, ma ognuno di questi tenta con più o meno successo di porsi sotto i suoi auspici. Dopo aver evocato la creazione di alcuni di questi gruppi nel nostro articolo precedente, continuiamo le nostre investigazioni penetrando nel "Roseto dei Maghi".

Monte Verità

In questo XIX secolo, l’Europa è scossa dall’arrivo dell’industrializzazione che sconvolge l’organizzazione sociale. Questa crisi è particolarmente sentita in Germania ove appaiono, a partire dal 1870, segnali di rigetto del mondo industriale. Così, in risposta all’urbanizzazione generata da una nuova organizzazione del lavoro, appare il Naturismo. Si tenta di fuggire dall’inquinamento delle città, di creare comunità e "città giardino" per vivere in armonia con la natura. Coloro che condividono questo punto di vista si raggruppano ben presto intorno al movimento di Riforma della vita (Lebensreform, 1892). Contrariamente alla Riforma invocata dai Rosacrociani del XVII secolo e nelle Utopie letterarie che le succedettero, il progresso scientifico nel XIX secolo è sentito come una minaccia. Il movimento di Riforma della vita raccoglie gli adepti del vegetarianismo, del naturismo, dello spiritismo, delle medicine naturali, dell’igienismo, della Società Teosofica, e anche artisti1.

In quest’orbita, un teosofo svizzero, Alfredo Pioda, tenta di stabilire nel 1889 un convento laico. Il gruppo prende il nome di Fraternitas e si stabilisce sul monte Verità, vicino ad Ascona (Tessin, Svizzera). Frantz Hartmann e la contessa Wachtmeister, assidui frequentatori di Helena Petrovna Blavatsky, partecipano a questo effimero progetto. È senza dubbio quest’esperienza che ispirerà a Frantz Hartmann "Un’istituzione rosacrociana in Svizzera", il capitolo che aggiungerà alle successive edizioni del suo romanzo iniziatico Une Aventure chez les Rose-Croix (Un’Avventura tra i RosaCroce). Dalle ceneri di Fraternitas, Henri Oedenkoven e Ida Hofmann danno vita nel 1900 a Monte Verità, una comunità dello stesso tipo2. Coloro che frequenteranno Monte Verità saranno numerosi, come lo scrittore Herman Hess, il futuro filosofo Martin Buber, il politico Gustav Landauer, Émile Jacques-Dalcroze, l’inventore della ginnastica ritmica, o Rudolf von Laban, il coreografo e teorico della danza.

I Templari d’Oriente

Sulla scia di Monte Verità, nasce ben presto Verita Mystica una Loggia dell’Ordo Templi Orientis (O. T. O.). Quest’ordine, creato verso il 1893, è condotto allora da Theodor Reuss, il direttore dal 1902 del ramo tedesco della S. R. I. A. (Societas Rosicruciana in Anglia). In una lettera a H. Spencer Lewis, sosterrà più tardi di aver accettato una carica in quest’Ordine per far piacere a Wynn Westcott, ma di essersi reso conto in seguito che ciò che interessava veramente Wynn Westcott era l’avere i documenti dei rosacrociani tedeschi e austriaci che lui possedeva3. In effetti, l’O. T. O. pretende di continuare l’opera dei RosaCroce del passato. Theodor Reuss presentava la propria organizzazione come una sorta d’accademia massonica la cui reale funzione era di nascondere un Ordine rosacrociano segreto discendente direttamente dai RosaCroce "originali e autentici"4. Pretendeva anche che il quartiere segreto di quest’Ordine fosse a Reuss, un principato situato vicino a Lipsia, nella foresta di Turinga. Diceva di essere stato iniziato in quest’Ordine da Karl Kellner, nel luglio 1893.

Infatti, come indica Gastone Ventura, Karl Kellner avrebbe fondato l’O. T. O. con Frantz Hartmann e Heinrich Klein, dopo il suo ritorno da un viaggio in Oriente. Karl Kellner diceva di esser stato iniziato ad antichi Misteri dal monaco arabo Soliman ben Aufa e dai guru indiani di yoga tantrico Bhime Sen Pratap e Sri Amagya Paramahansa5. Tutto ciò non ha dunque niente a che vedere con il Rosacrocianesimo. È solo dopo la morte di Kellner, verso il 1902, che Theodor Reuss ha instaurato l’O. T. O. Comunque, la sua legittimità è prontamente contestata, tanto più che il suo direttore si dedica a un vero e proprio commercio di diplomi iniziatici. Papus, come altri, si lasciò ingannare per qualche tempo da Theodor Reuss, ma la sua organizzazione fu presto messa in dubbio6.

Più tardi, in piena guerra 1914 - 1918, l’O. T. O. si mostra sotto un’altra luce organizzando un congresso pacifista a Monte Verità7. Rodolf von Laban vi presenta uno spettacolo rituale, l’Hymne au Soleil (Inno al Sole), una coreografia wagneriana. Come membro dell’O. T. O., Rodolf von Laban è anche il segretario de l’Alliance Internationale des Dames de la Rose-Croix (Alleanza Internazionale delle Donne della RosaCroce), un’organizzazione ausiliaria dell’O. T. O. destinata a lavorare alla riconciliazione universale tra i popoli, senza distinzione di razze e di religioni. L’Alliance predica un’economia altruistica, basata sulla condivisione, e crede che l’arte sia il miglior mezzo offerto ai popoli per guarire le piaghe inflitte dalla guerra (si ritrova qui un’idea cara a Joséphin Péladan). Questo progetto utopico non sembra aver successo, e in seguito l’O. T. O. conoscerà purtroppo un destino poco glorioso. Aleister Crowley contribuì a condurlo verso pratiche magiche poco raccomandabili, che non hanno niente a che fare con il Rosacrocianesimo, né con la Massoneria. Avremo l’occasione di ritornare su quest’Ordine quando, in un prossimo articolo, affronteremo gli anni Venti.

La Golden Dawn

Nel nostro precedente articolo, abbiamo evocato la nascita della S. R. I. A. Mentre sul continente si svolgevano gli avvenimenti che abbiamo presentato all’inizio di questo articolo, in Inghilterra, i dirigenti della S. R. I. A. creano un nuovo Ordine, l’Hermetic Order of the Golden Dawn (Ordine Ermetico dell’Alba Dorata), chiamato anche Golden Dawn. Nel 1887, William Wynn Westcott raccoglie manoscritti contenenti cinque rituali codificati. Questi testi, che sarebbero appartenuti a Baal Shem Tov poi a Éliphas Lévi, sarebbero stati trovati da un rigattiere in un esemplare di Symboles Secrets des Rosicruciens des XVI et XVII siècles. La leggenda vuole che contenessero l’indirizzo di una rappresentante dell’Ordine della RosaCroce in Germania: Anna Sprengel. Dopo essere entrati in contatto con lei, William Wynn Westcott, Samuel Liddell Mathers e R. William Woodman fondano a Londra la Loggia Isis-Urania, ben presto seguita dalla creazione della Loggia Athathoor, a Auteuil. Nasce così l’Hermetic Order of the Golden Dawn, di cui Samuel Mathers (cognato del filosofo Henry Bergson), diventa il direttore. Come accade per l’origine della maggior parte delle organizzazioni iniziatiche, abbiamo a che fare con un racconto mitizzato, in quanto non ha mai potuto essere dimostrato che Anna Sprengel fosse realmente esistita, e i manoscritti codificati furono probabilmente fabbricati da un membro della S. R. I. A., Kenneth Mac Kenzie.

La Golden Dawn possiede caratteristiche che sembrano allontanarla dal Rosacrocianesimo dei secoli XVII e XVIII. Infatti, i suoi rituali mettono in pratica una teurgia e delle teorie che prendono in prestito molto dalla magia e dai cabalisti cristiani del Rinascimento; altrettanto da pratiche che erano state abbandonate dai Rosacrociani del passato a favore di una mistica basata sull’alchimia spirituale. È probabile che i rituali della Golden Dawn siano in gran parte ispirati dall’opera La Magie Sacrée d’Abramelin (La Magia Sacra di Abramelin), che Mathers aveva molto studiato8, come dai testi di H. Cornelius Agrippa di cui utilizza nei propri libri le scritture magiche. L’Ordine adotta un simbolismo egizianeggiante e accorda un posto importante allo studio dei Tarocchi. La Golden Dawn riprende la gerarchia dei gradi utilizzata nella S. R. I. A. e contiene un Ordine interno, l’Ordo Roseæ Rubeæ et Aureæ Crucis.

Sotto la direzione del suo Imperator, Samuel Liddell Mathers (1854 - 1918), la Golden Dawn conosce un successo immediato e tra il 1888 e il 1900 diventa un’organizzazione iniziatica importante. Numerosi Massoni e Teosofi frequentano le sue logge che contano tra i loro membri personalità illustri come William Butler Yeats (futuro premio Nobel per la letteratura nel 1923), Constance Marz, la moglie di Oscar Wilde, Gérard Kelly, presidente della Royal Academy... Comunque, l’Ordine conoscerà numerosi scismi che daranno vita a organizzazioni come Stella Matutina, con W. B. Yeats, Alpha Omega, poi The Inner Light con Violet Firth (alias Dion Fortune), e The Fellowship of the Rosy-Cross, con Arthur Edward Waite. Aggiungiamo a questi il caso di Aleister Crowley, il mago nero che fondò l’Astrum Argentinum.

Joséphin Péladan

In Francia, nell’epoca in cui nasce la Golden Dawn, Joséphin Péladan (1858 - 1918) pubblica Le Vice suprême (Il Vizio supremo) (1884) un romanzo nel quale ritrae i costumi del suo tempo. Questo autore atipico gioca un ruolo importante nell’evoluzione del Rosacrocianesimo del XX secolo9. Leggendo il suo libro si nota che possiede una vasta conoscenza dell’insieme del corpus esoterico. È stato particolarmente segnato da l’Histoire de la magie (Storia della magia) di Pierre Christian (1870), un’opera voluminosa consacrata alle scienze occulte10. Il personaggio chiave del Vizio supremo è Mérodack, un mago: non si tratta di un occultista di basso rango, ma di un Iniziato che vuol mettere le proprie conoscenze al servizio di un ideale elevato.

Questo libro, che contiene una prefazione laudativa di Barbey d’Aurevilly, porta un immediato successo al nostro giovane autore. Stanislas de Guaita (1861 - 1897) è uno dei suoi lettori più attenti. Dal mese di novembre, scrive a Joséphin Péladan per testimoniargli la propria ammirazione. I due uomini si incontrano e diventano amici. Come indica la loro corrispondenza, Stanislas de Guaita è un neofita in materia di esoterismo. In una delle sue lettere, precisa comunque: "Non lo dimenticherò mai: che devo al vostro libro l’aver intrapreso lo studio della scienza ermetica"11.

La RosaCroce di Tolosa

È a suo fratello Adrien (1844 - 1885), uno dei primi omeopati francesi, che Joséphin Péladan deve le sue conoscenze. Adrien era un discepolo di Paul Lacuria (1806 - 1890), ecclesiastico ed ermetista cristiano12, lui stesso discepolo di Fabre d’Olivet. Adrien Péladan passa per essere stato iniziato nell’Ordine della RosaCroce nel 1878 da Firmin Boissin (1835 - 1893). Joséphin Péladan presenta Firmin Boissin come un "membro dell’ultimo ramo dell’ordine, quello di Tolosa" e ne fa il "Comandante della RosaCroce del Tempio, Priore di Tolosa e Doyen del Consiglio dei quattordici"13. A questo ramo di Tolosa della RosaCroce sarebbe anche appartenuto il visconte Édouard de Lapasse (1792 - 1867), un anziano diplomatico e medico alchimista di Tolosa14. In effetti, dal 1860, il visconte de Lapasse evocava la "RosaCroce, società segreta di cui restano ai nostri giorni alcuni adepti"15. Pur non presentando se stesso come membro di quest’Ordine, Firmin Boissin indica che egli passava, a torto o a ragione, per "l’ultimo membro di questa celebre confraternita", e precisa che "non perdeva mai l’occasione per riabilitare i RosaCroce"16.

Il visconte amava partecipare alle serate organizzate dalla contessa d’Albanès. Là, in compagnia di Charles Nodier, di Pierre Ballanche, del dottor Koreff, del conte d’Ourches e del figlio di Cazotte, parlava di magnetismo, di alchimia, di cabala e di martinismo. Durante una serata del dicembre 1839, il visconte aveva mostrato agli astanti un flacone di cristallo di rocca, contenente "l’Essenza divina dei RosaCroce". Si trattava di un liquore a base di rugiada, che aveva avuto da un eremita nei pressi di Palermo, il principe di Balbiani. Durante un soggiorno in Italia, tra il 1825 e il 1831, aveva incontrato questo personaggio che passava per essere un RosaCroce. Il principe, che diceva di aver incontrato Cagliostro, guidò i primi passi del visconte nella pratica dell’alchimia17. Aggiungiamo infine che il visconte conosceva bene Alexandre Du Mège, già fondatore di un rito egizio18. Gli era succeduto alla direzione della Société Archéologique du Midi (Società Archeologica del Sud).

Che ne fu della RosaCroce di Tolosa? Il visconte aveva fondato un Ordine rosacrociano? A leggere quanto ne dicono il visconte Lapasse, Firmin Boissin o J. Péladan, sembra che la RosaCroce di Tolosa non costituisse un Ordine strutturato, ma che intorno al 1860 raggruppasse un piccolo circolo di adepti tra i quali figurava Firmin Boissin, l’iniziatore di Adrien Péladan.

L’Ordine Cabalistico della RosaCroce

Mentre Joséphin assapora il successo del suo primo romanzo, suo fratello Adrien muore il 29 settembre 1885, avvelenato da un medicamento mal dosato dal suo farmacista. Un articolo che annuncia il suo decesso, nel giornale Le Messager de Toulouse, lo presenta come un RosaCroce. Il testo è firmato "un R+C cattolico". Dietro questa firma, bisogna vedere Firmin Boissin, redattore capo del giornale. Durante questo periodo, l’amicizia tra Joséphin Péladan e Stanislas de Guaita si precisa, e su consiglio dello scrittore, quest’ultimo entra in relazione con Firmin Boissin. Il 12 agosto 1886, Stanislas de Guaita mette al corrente Joséphin di aver ricevuto una lunga e sapiente lettera dal suo amico "BOIS+SIN". Il modo in cui ne scrive il nome, con una croce nel centro, è strano, ed è curioso costatare che dopo questa corrispondenza, Stanislas de Guaita firmerà le sue lettere con la formula "R+C" e chiamerà Joséphin Péladan "mio caro Fratello"19. Dobbiamo concludere che era stato ricevuto nell’Ordine da Firmin Boissin?

A partire da questo momento gli avvenimenti precipitano. Infatti, in quel periodo, numerosi occultisti parigini sono membri della Società Teosofica. Nonostante ciò, restano delusi da un insegnamento troppo orientale. Papus, che ha appena pubblicato il suo Traité Élémentaire de science occulte (Trattato Elementare di scienza occulta) (1888), vuole restaurare la Tradizione occidentale e fare dell’occultismo una scienza alla stregua di quelle che si insegnano nelle università. È intorno a questo progetto che nasce la rivista Initiation nell’ottobre 1888. Cercando di porsi sotto gli auspici di una Tradizione secolare, sotto la guida di Papus, gli occultisti tenteranno di fare della RosaCroce e del Martinismo la pietra angolare del nuovo Tempio che vogliono innalzare. Joséphin Péladan e Stanislas de Guaita si uniscono a questo progetto, e mentre la RosaCroce dorme a Tolosa, decidono di rinnovarla. "Tre anni fa [l’autore parla nel 1890], l’Ordine antico della RosaCroce era sul punto di estinguersi, quando due eredi diretti delle sue auguste tradizioni decisero di rinnovarla, rinsaldandola su nuove basi [...] e ora la vita circola a fiotti nell’organismo mistico del colosso ringiovanito"20.

Trasferendosi da Tolosa a Parigi (1887 - 1888), la RosaCroce rinnovata diventa così l’Ordre Kabbalistique de la Rose-Croix (Ordine Cabalistico della RosaCroce). Quest’Ordine è diretto da un Consiglio Supremo di dodici membri, sei dei quali devono restare sconosciuti, avendo il ruolo di riedificare l’organizzazione se per una qualsiasi causa dovesse essere disciolta. Tra coloro che, in un periodo o in un altro, furono membri del "Consiglio dei dodici", segnaliamo Stanislas de Guaita, Joséphin Péladan, Papus, A. Gabrol, Henry Thorion, F.-Ch. Barlet, Augustin Chaboseau, Victor-Émile Michelet, Sédir e Marc Haven. L’Ordine è strutturato intorno a una gerarchia di tre gradi acquisiti per esame (diploma di maturità in cabala, laurea in cabala, dottorato in cabala), e l’entrata nell’Ordine è riservata ai Martinisti titolari del grado S:. I:.

La RosaCroce del Tempio e del Graal

Grazie alla rivista Initiation, l’Ordine si fa conoscere, e rapidamente la coorte degli occultisti della Belle Époque bussa alla porta del Tempio. Stanislas de Guaita, che vive come un eremita nel suo pian terreno di avenue Trudaine, lascia che sia Papus a organizzare le cose. La bizzarra personalità di un artista come Joséphin Péladan non è per niente adatta ad associarsi con l’uomo cerebrale, l’organizzatore che è Papus. Quest’ultimo vuole aprire l’Ordine e farlo espandere. Al contrario, Joséphin Péladan vuole riservarne l’accesso a iniziati selezionati e non è d’accordo con l’aspetto massonico che Papus vuol dare all’Ordine. Le posizioni dei due uomini sono difficilmente conciliabili, tanto più che Joséphin Péladan rimprovera a Papus il suo gusto per l’occultismo e la magia. Come l’abate Alta, uno dei membri eminenti dell’Ordine Cabalistico della RosaCroce, Joséphin rimprovera a Papus di confondere occultismo ed esoterismo. Il 17 febbraio 1891, Péladan indirizza a Papus una lettera di rottura che sarà pubblicata nel numero di aprile della rivista Initiation.

Erede di una Tradizione che considera stia sfuggendo alla sua missione, Péladan decide di operare in modo diverso e crea nel maggio 1891 l’Ordine della RosaCroce del Tempio e del Graal (detto anche Ordine della RosaCroce Cattolica del Tempio e del Graal), di cui aveva già tracciato l’abbozzo nel suo primo romanzo nel 1884. Nel giugno 1891, si presenta come il Gran Maestro di questo nuovo Ordine, con il nome di Sâr Mérodack Péladan. Questo avvenimento dà luogo a numerosi articoli nel Figaro, e quest’ampia pubblicità irrita profondamente Papus e i suoi amici che denunciano lo scisma di Péladan.

La magia dell’arte

Pur mettendosi sotto la triplice insegna dei RosaCroce, dei Templari e del Graal, l’Ordine instaurato da Joséphin Péladan non è veramente una società iniziatica. Si presenta maggiormente come una confraternita che raggruppa degli artisti. Il suo fondatore lo definisce come "Una confraternita di carità intellettuale, consacrata al compimento di opere di misericordia secondo lo Spirito Santo, di cui si sforza di aumentare la Gloria e di preparare il Regno"21. Il suo scopo è di restaurare il culto dell’ideale, con la Tradizione come base e la Bellezza come mezzo. In effetti, per Joséphin Péladan, la bellezza espressa dalle opere d’arte può condurre l’uomo verso Dio. Per lui, l’arte ha dunque una missione divina, e l’opera perfetta è quella che è capace di elevare l’anima. In un’epoca che egli considera in piena corruzione, è convinto che la magia dell’arte sia il mezzo migliore per salvare l’Occidente da un disastro imminente. L’attività dell’Ordine della RosaCroce del Tempio e del Graal è quindi interamente consacrata all’organizzazione di saloni, esposizioni e serate dedicate alle belle-arti.

I Saloni della RosaCroce

Un primo Salone della Rosa+Croce è organizzato dal 10 marzo al 10 aprile del 1892 presso la famosa galleria parigina Durant-Rueli. Il salone è inaugurato con un cerimoniale, su musica espressamente composta da Érik Satie, il compositore ufficiale dell’Ordine23. Le giornate si prolungano con le Serate della Rosa+Croce, consacrate alla musica e al teatro. Il Sâr Péladan vi tiene anche delle conferenze sull’arte e la mistica, e si ascoltano opere di Vincent d’Indy, di César Franck, di Richard Wagner, di Palestrina, di Érik Satie e di Benedictus. Rémy de Gourmont, nella sua cronaca del Mercure de France, definisce il primo Salone della RosaCroce "la grande manifestazione artistica dell’anno". La folla è così numerosa che la prefettura deve intervenire per regolare il traffico, poiché la strada è ostruita dai visitatori. Dopo la chiusura delle porte, si contano più di 22.000 visitatori. Il successo è notevole e la presenza di artisti stranieri dà alla manifestazione una risonanza mondiale. I Saloni della RosaCroce si inseriscono nel movimento artistico chiamato Simbolismo. Ne costituiscono inoltre uno degli episodi più significativi.

Ci saranno in totale sei Saloni della RosaCroce. L’ultimo è organizzato nella prestigiosa galleria Georges-Petit nel 1897. Dopo questo Joséphin Péladan pronuncia la messa in sonno del suo Ordine: "Depongo le armi. La formula d’arte che ho difeso è ora ammessa ovunque, e per quale motivo ci si dovrebbe ricordare di una guida che ha mostrato il guado, dal momento che si è oltrepassato il fiume?". Fino alla sua morte, nel 1918, continuerà la sua attività letteraria (circa novanta volumi: romanzi, pièces teatrali, studi sull’arte o l’esoterismo).

Il conte di Falkenstein

Durante questo periodo, l’Ordine Cabalistico della RosaCroce continua bene o male le sue attività. Comunque, l’Ordine non possiede radici solide, e l’aspetto occultista che gli ha dato Papus lo allontana dallo spirito del Rosacrocianesimo delle origini. È senza dubbio per queste ragioni che si sclerotizza velocemente. Come precisa Victor-Émile Michelet, uno dei suoi membri anziani, l’Ordine "non ebbe una gran portata e cadde in sonno anche prima della morte prematura dell’organizzatore"24. In effetti, l’anno stesso in cui i Saloni della RosaCroce chiudono i loro battenti, l’Ordine Cabalistico della RosaCroce perde il suo Gran Maestro, quando, il 19 dicembre 1897, Stanislas de Guaita muore prematuramente. F.-Ch. Barlet (Albert Faucheux) è eletto alla sua successione, ma preferisce lasciare nell’inattività un Ordine che esisteva solo allo stato embrionale. Sembra che il nuovo Gran Maestro dell’Ordine Cabalistico della RosaCroce s’interroghi allora sulle origini del Rosacrocianesimo. Nel luglio 1898, pubblica in Initiation una traduzione di Histoire de l’Ordre de la Rose-Croix (Storia dell’Ordine della RosaCroce), un testo di Karl Kiesewetter. Quest’ultimo afferma che l’Ordine sarebbe esistito molto prima dell’edizione dei Manifesti (1614 - 1615). Evoca la storia dell’Ordine attraverso la vita di alcuni dei suoi dirigenti, come il conte di Falkestein, che sarebbe stato il suo Imperator nel 1374, o Johann Karl Friesen, Imperator nel 1468. Ma è solo una leggenda, poiché le fonti alle quali si riferisce Karl Kiesewetter sono senza valore storico, sia il manoscritto sul quale si basa per portare avanti le sue asserzioni, che è solo una copia della fine del XVIII secolo, sia i riferimenti che indica, come il testo del volume IV del Theatrum Chemicum, che non contiene le citazioni sulle quali si basa25.

È probabile che garantendo per questo testo, Papus e Barlet tentassero di differenziarsi dalle diverse correnti rosacrociane della loro epoca, che pretendevano di riferirsi al Rosacrocianesimo del XVII secolo (S.R.I.A., Golden Dawn e Ordine della RosaCroce Cattolica del Tempio e del Graal), mettendosi sotto un’autorità più antica. Ma fallirono in questo progetto. F.-Ch. Barlet si orienta quindi verso altre direzioni con l’H. B. of L., mentre Papus prende sempre più le distanze dall’occultismo. La guerra del 1914-1918 metterà fine alla grande epoca dei maghi. Dopo questo periodo, spesso in modo illegale, alcuni tenteranno, senza più successo, di continuare le attività dell’Ordine Cabalistico della RosaCroce. Il progetto di Joséphin Péladan era stato ripreso, nel marzo 1908, dalla Confrérie de la Rosace (Confraternita del Rosone). Questo gruppo, sotto la direzione di Frère Angel, non riunì quasi mai più di quattro discepoli con i quali organizzò una prima esposizione nel maggio 1909, una seconda nel maggio 1911 e una terza nell’ottobre 1912, poi cessò di esistere.

Il Roseto dei Maghi non era riuscito a produrre fiori sufficientemente vitali. Comunque, ognuno aveva giocato un ruolo non trascurabile rilanciando l’interesse dei ricercatori per le scienze dell’esoterismo, in un’epoca nella quale l’evoluzione delle scienze e dell’industria sovvertiva l’organizzazione della società. Anche se i discepoli dei maghi hanno troppo spesso confuso occultismo, esoterismo e misticismo, la loro ricerca ha contribuito a perpetuare un’eredità atta a nutrire gl’interrogativi dell’uomo sulle proprie origini e il proprio destino. Ma il Roseto di Tolosa produrrà presto un nuovo ramo. In effetti, durante questo periodo un giovane Americano, H. Spencer Lewis, andrà incontro alla RosaCroce nella città rosa. Da questo viaggio nascerà ben presto l’Antico e Mistico Ordine della RosaCroce, che conoscerà un’espansione mondiale, al punto di diventare una delle organizzazioni iniziatiche maggiori dell’epoca moderna.

Note

  1. Questo movimento conoscerà anche altre direzioni in cui si mescolano ritorno alla natura e culti primitivi, nazionalismo, anarchia, culto della bellezza del corpo e delle razze eccezionali. ↩
  2. Vedere, di Philippe Baillet, "Monte Verità (1900 - 1920) ou la complexité du ‘romantisme anticapitaliste’" (Monte Verità 1900 - 1920 ovvero la complessità del ‘romanticismo anticapitalista’), rivista Politica hermetica n° 14, 2000, p. 199-218. ↩
  3. Lettera del 12 settembre 1921 a H. Spencer Lewis, archivi AMORC. ↩
  4. Lettera di Theodor Reuss a H. Spencer Lewis del 10 giugno 1921, archivi AMORC. ↩
  5. Les rites maçonniques de Mïsraim et Memphis (I riti massonici di Mïsraim e Menfi), Maisonneuve & Larose, Parigi, 1986, p. 78. ↩
  6. Vedere "L’Affaire Théodore Reuss" nella rivista Acacia, da gennaio a giugno 1907, p. 27-28, 202-204, 293-303, 387-389, 466-467. ↩
  7. Vedere "Dal monte Verità, Congresso Nazionale Cooper O.T.O.", in Dovere, giornale italiano del 28/8/1917 ↩
  8. Nel 1898, Mathers pubblica una traduzione inglese de La Magia Sacra che Dio diede a Mosè, Aronne, Davide, Salomone, e ad altri Profeti, e che insegna la Vera Sapienza Divina, lasciata da Abramo figlio di Simone, a suo figlio Lamech, tradotto dall’ebraico in latino a Venezia nel 1458, un libro che tratta di magia angelica. ↩
  9. Per un’informazione più completa su questo personaggio, si può consultare: Joséphin Péladan 1858 - 1918, Essai sur une maladie du lyrisme (Joséphin Péladan 1858 - 1918, Saggio su una malattia del lirismo), Christophe Beaufils, Grenoble, 1993, Jérôme Million e La Pensée et les secrets du Sâr Joséphin Péladan (Il pensiero e i segreti del Sâr Joséphin Péladan), Ed. Bertholet, vol. I a IV, Losanna, 1952 - 1958, Éd. Rosicruciennes. ↩
  10. Anche se è posteriore ai libri di Éliphas Lévi, quest’opera vera enciclopedia dell’esoterismo in 666 pagine, li supera di molto. ↩
  11. Lettera del 15 novembre 1884 a Joséphin Péladan. Lettres inédites de Stanislas de Guaita au Sâr Joséphin Péladan (Lettere inedite di Stanislas de Guaita a Sâr Joséphin Péladan), edite da E. Bertholet e E. Dantinne, Neuchâtel, 1952, Éd. Rosicruciennes. ↩
  12. Egli ha pubblicato Les Harmonies de l’Être exprimées par les nombres (Le Armonie dell’Essere espresse attraverso i numeri) (1844). Su questo autore, vedere, di Robert Amadou, "Un Grand Méconnu: l’abbé Paul Lacuria, le ‘Pythagore Français’" (Un Grande Sconosciuto: l’abate Paul Lacuria, il ‘Pitagora francese’), rivista Atlantis, 1981, n° 314 e 315; "L’abbé Paul Lacuria et les Harmonie de l’Être" (L’abate Paul Lacuria e le Armonie dell’Essere), rivista Atlantis, novembre/dicembre 1981, n° 317. È probabile che questo personaggio sia servito da modello a Joséphin Péladan per creare Alta, uno dei personaggi essenziali del Vizio Supremo. ↩
  13. Joséphin Péladan, Comment on devient Artiste (Come si diventa Artisti) Parigi, 1894, p. XXIII. ↩
  14. La biografia del visconte Louis-Charles-Édouard de Lapasse è stata riscritta dal conte Fernand de Rességuier, Éloge de M. le vicomte de Lapasse (Elogio del Sig. visconte de Lapasse), Jeux Floraux, Tolosa, 1869, stamperia Douladoure. ↩
  15. Visconte de Lapasse, Essai sur la conservation de la vie (Saggio sulla conservazione della vita), Parigi, 1860, Victor Masson, p. 59. ↩
  16. Firmin Boissin, Visionnaires et illuminés (Visionari e illuminati), Parigi, 1869, Liepmannssohn et Dufour, p. 17. ↩
  17. Vedere Excentriques Disparus (Eccentrici Scomparsi), che Firmin Boissin ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Simon Brugal, 1890, A. Savine, Parigi, e Privat, Tolosa, p. 75-83. ↩
  18. Vedere rivista Rosa-Croce n. 26 pag. 34-35 ↩
  19. Lettres inédites de Stanislas de Guaita... op. cit., p. 84. ↩
  20. Stanislas de Guaita, Essais de sciences maudites - I - au seuil du Mystère (Saggio sulle scienze maledette - I - sulla soglia del Mistero), Parigi, 1890, Georges Carré, p. 158. ↩
  21. Constitution de la Rose-Croix, le Temple et le Graal (Costituzione della RosaCroce, del Tempio e del Graal), Parigi 1893, articolo 1, p. 21. ↩
  22. Riassumiamo brevemente questo episodio della storia del Rosacrocianesimo visto che è stato già trattato in un articolo della rivista n. 27
  23. Vedere l’articolo «Esoterik Satie» rivista n. 27 ↩
  24. Les Compagnons de la Hiérophanie (I Compagni della Gerofania), Parigi, 1937, Dorbon, p. 22. ↩
  25. Vedere Roland Edighoffer, Johann Valentin Adreæ, Rose-Croix et société idéale (Johann Valentin Adreæ, RosaCroce e società ideale), Parigi, Arma Artis, 1982, p. 207-208 e Paul Arnold, Histoire des Rose-Croix (Storia dei RosaCroce), Parigi, Mercure de France, 1955, p. 72-81. ↩