Rivista RosaCroce Primavera 2022Scarica il PDF

(pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Primavera 2022)

Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


AutoreHugo Casas Gran Maestro della Giurisdizione di Lingua Spagnola per le Americhe

Nella nostra esistenza ci sono due grandi energie: l’amore e la sua polarità opposta, la paura.

Rivista Rosa+Croce n.48 - La paura, il nostro miglior alleatoDopo aver assistito al video di presentazione della mia conferenza, anche se potreste pensare il contrario, non intendo mettervi paura durante questa relazione. Anzi, vorrei che quando sarà terminata tutti noi avessimo la certezza che nella nostra esistenza ci sono due grandi energie: l’amore e la sua polarità opposta, che possiamo chiamare come meglio crediamo, ma che in realtà altro non è che la paura, che possiamo definire come “angoscia per un rischio o un danno, sia esso reale o immaginario”. La paura è un’emozione; le emozioni sono sentimenti che possono essere piacevoli o spiacevoli, quindi, la paura è una sensazione sgradevole che mette in guardia il nostro organismo nei confronti di un pericolo o di

Messaggio letto al Convegno Mondiale – Roma 2019

una minaccia. Secondo lo psichiatra Kurt Schneider, si devono distinguere due situazioni: il mero riflesso quale reazione alla paura, e la reazione al vissuto del contenuto di paura. Nel primo caso abbiamo paura di fronte a qualcosa, allorché percepiamo un grave pericolo per la nostra vita o quella altrui, mentre nel secondo si percepisce il terrore del significato della percezione sensoriale, cioè si sperimenta un vissuto della paura. In questo secondo caso la percezione diventa meno importante, ciò che assume rilevanza specifica è il significato. Quest’ultimo viene però interpretato dalla persona, quindi la sua reazione dipenderà dall’esperienza precedente di tale persona, come pure dalla sua visione del mondo, dai valori, dall’ideale di carattere e dai rapporti che il percipiente instaura tra il suo mondo e gli altri. Per cui due persone diverse non avranno lo stesso vissuto rispetto alla paura, né reagiranno allo stesso modo se confrontati con il medesimo stimolo, anche se, ovviamente, il contenuto fornirà in entrambi i casi Dobbiamo aver fiducia nella forza dei segnali minacciosi. Se dei nostri pensieri positivi in quanto hanno riflettiamo sul concetto delle due grandi energie, sempre la meglio su quelli negativi. vediamo che l’amore risiede nell’Essere, mentre la paura è una creazione dell’ego, cosicché tutto ciò che ci allontana dall’amore consentirà alla paura di annidarsi nel nostro cuore, attirando a sé tutto ciò che teme, dal momento che il cuore è simile a un magnete con una capacità di attrazione inaudita. La vita verrà allora percepita come un cammino colmo di pericoli, poiché la paura ostacola il nostro cammino verso il progresso, paralizzando ogni passo avanti. Sappiamo che l’avanzamento della specie umana, fin dalla sua apparizione sul pianeta Terra, è stato motivato da scoperte, come ad esempio il fuoco, che

ha permesso all’uomo di liberarsi dalle catene della paura, determinando un progressivo aumento della fiducia in se stesso, come pure il riconoscimento della Legge e dell’Ordine nella Natura. Man mano che l’essere umano si è fisicamente adattato a queste condizioni elementari, queste a loro volta accrescevano la sua consapevolezza di sé e la conoscenza della propria anima. È facile dedurre che se lasciamo che la paura si annidi dentro di noi saremo noi stessi il nostro principale ostacolo sul sentiero mistico. Quindi perché vivere nella paura invece di accettare le nostre paure e adoperarle a nostro profitto? Centinaia di migliaia di anni fa, un nostro antenato camminava nella foresta quando si imbatté in un mammut gigante. In decimi di secondo il sistema nervoso limbico, per mezzo di quella che è chiamata amigdala cerebrale, reagì al segnale di pericolo mettendo in funzione i meccanismi necessari perché il corpo disponesse della maggior resa fisica possibile: la frequenza cardiaca si accelerò, la digestione (così come altre funzioni del corpo che non erano direttamente necessarie) cessarono temporaneamente e il sangue iniziò a fluire attraverso le braccia e le gambe, per prepararsi ad affrontare la belva o a darsela a gambe. La scienza ha concluso che questa risposta automatica, ossia questo processo protettivo di fronte al pericolo, regista della nostra fuga in caso di pericolo, è stata vitale per la nostra sopravvivenza, e che lo “stoccaggio di ricordi di paura” nell’amigdala ci protegge da peri-

Rivista Rosa+Croce n.48 - La paura, il nostro miglior alleatocoli futuri. Infatti, se dipendessimo unicamente dalla corteccia cerebrale per affrontare tutti i pericoli che ci insidiano, saremmo scomparsi da molto tempo come specie, visto che la corteccia cerebrale reagisce molto più lentamente: mentre ci soffermavamo a pensare sul da farsi, saremmo inevitabilmente finiti nello stomaco dei predatori! Questa risposta automatica è così importante che, negli studi condotti con pazienti privi di amigdala, è stato dimostrato che non hanno la capacità di rilevare ed evitare il pericolo, per cui si tratta perlopiù di persone che vivono in uno stato di rischio costante. È estremamente curioso che lo stesso meccanismo limbico che ci ha salvati in quanto specie si sia evoluto, nel mondo odierno, in un duplice problema. In primo luogo, noi esseri umani nasciamo con l’amigdala completamente sviluppata, anche se la corteccia prefrontale del cervello (responsabile della regolazione della reazione amigdaloidea emotiva) termina il proprio sviluppo intorno ai 25 anni. Questo genera un grave problema per neonati, bambini e adolescenti, poiché hanno meno sviluppata la regione del cervello associata con l’inibizione del comportamento di rischio. In secondo luogo, attualmente il nostro sistema nervoso centrale continua a tentare di prevedere il “pericolo di sempre”, ossia quello che nella preistoria aveva la sua origine nelle scarse informazioni disponibili, e che era quindi basato esclusivamente sull’esperienza personale precedente. C’erano poche variabili da tenere in considerazione, dal mo-

mento che ciò che si tentava di attuare era evitare di essere feriti, reperire del cibo, riposarsi e procreare. Viceversa, c’erano molteplici probabilità di perire per mancanza di cibo, per violenza o a causa delle condizioni dell’ambiente naturale. Il sistema nervoso centrale ci è stato molto utile Le paure rimangono o scompaiono per sopravvivere, ma oggi la in base alle decisioni che prendiamo minaccia più frequente con la quale ci confrontiamo, in linea e alle azioni che compiamo. di massima, è quella di dimenticare il cellulare a casa, per cui il concetto di paura appare senza fondamento. È stato calcolato che ai nostri giorni abbiamo tra i 60.000 e i 90.000 pensieri quotidiani, il 90% dei quali è irrilevante, e la maggior parte di essi è basata su credenze, ipotesi, opinioni altrui e non sull’esperienza personale. A causa di tutto questo, anche se il nostro sistema nervoso centrale continua a essere collegato al concetto del “pericolo di sempre”, ciò che potrebbe davvero danneggiarci viene sostituito da credenze, necessità artificiali, desideri, manie, gusti... Il processo decisionale si è automatizzato, diventando addirittura abitudinario. Ai nostri giorni, grazie all’apprendimento il nostro sistema nervoso limbico (la nostra amigdala) ospita un elenco infinito di situazioni pericolose, guidate dalla programmazione dell’attuale sistema consumista. Vi è un sovraccarico di pericoli artificiali e tantissime paure che non sono reali e che quindi non esistono. Tali paure s’impossessano di noi, poiché abbiamo la tendenza a credere che i nostri pensieri siano reali in quanto ci identifichiamo con loro, cioè con l’idea che il cellulare sia vitale, il che mette in moto un meccanismo neurofisiologico del sistema nervoso centrale – quello che reagisce alla paura – se dimentichiamo il cellulare a casa, se lo perdiamo, se ci finisce la batteria o se non abbiamo copertura. Tutte queste paure inesistenti agiscono come limitatori della nostra volontà e non solo, addirittura del nostro libero arbitrio. Premesso questo, noi tutti percepiamo diversi livelli o intensità di paura, anche se, posti dinnanzi alla parola che la descrive, tutti la interpretiamo più o meno alla stessa maniera. La chiave sta nel distinguere se si tratta di una paura reale o immaginaria. Ad esempio: se quando attraversiamo la strada guardiamo se sopraggiungono delle auto, visto che la paura ci fa stare attenti a non farci investire, si tratta allora di una paura istintiva, e si potrebbe anche aggiungere “positiva”, poiché la sua qualità ci protegge. Al contrario, una paura nei confronti del futuro, di qualcosa che non è accaduto o che deve ancora accadere, procura l’effetto totalmente opposto: ci paralizza, non consentendoci di progredire.

Rivista Rosa+Croce n.48 - La paura, il nostro miglior alleatoAbbiamo la tendenza ad avere costantemente paura del futuro, ma questo tipo di paura non è reale, è una di quelle che non esistono, è una proiezione mentale di scenari e situazioni che Per vincere le nostre paure troviamo aiuto ci spaventano, che non ci piacciono per nulla. Per nella filosofia rosacrociana. questo motivo, il nostro ego ci invia proiezioni di scenari futuri terrificanti in modo da farci continuare ad essere così come siamo attualmente, vivi, e l’unica cosa che il nostro ego vuole è che sopravviviamo. Le condizioni in cui lo facciamo, ossia che siamo felici o infelici, per lui non sono fondamentali. Nel corso dello sviluppo del nostro essere, numerose volte si generano degli impulsi psichici che ci incitano a cambiare, a trasformare le nostre vite, anche se ogni cambiamento implica una morte e una rinascita; ed è proprio la paura di questa morte e il trauma di questa nuova nascita, di un balzo verso l’ignoto, a produrre la resistenza al cambiamento. Avete notato che quando i cambiamenti che

affrontiamo ci fanno paura, vediamo sempre “qualcuno” che sta cercando di farci tornare alla situazione antecedente ai cambiamenti? Se vinciamo le nostre paure, aiuteremo anche tutti coloro che le sentono e che non osano affrontarle. Il mistico sa che tutto è in costante mutamento e che vi è una Legge superiore che coordina questi cambiamenti. Ogni trasformazione è un passo avanti, quindi il mistico affronta i cambiamenti con la certezza che sono per il meglio. Ecco perché egli è aiutato dal discernimento a opporsi all’autosuggestione negativa, basata su pensieri catastrofici erronei, limitanti. Attraverso il discernimento, comprendiamo chiaramente la natura intrinseca delle cose e come queste abbiano una corrispondenza con il mondo esterno. Possiamo così attuare una lettura parallela della nostra vita e di ciò che accade nel mondo. Il discernimento sorge dalla certezza intuitiva della meditazione, perciò la

sua pratica (così come quella della visualizzazione) è fondamentale allo scopo di poter trasformare la paura nel nostro alleato, maestro e guida: quella che ci aiuterà a smettere di camminare dietro di lei, per camminare accanto a lei.

Rivista Rosa+Croce n.48 - La paura, il nostro miglior alleatoViviamo con l’angoscia di viaggiare in aereo, con la paura del color bianco, del nero o del giallo. Ci alziamo pensando che stiamo ingrassando, sperando di non ammalarci, o che stiamo invecchiando, con l’angoscia che i nostri amici si offendano e non ci rivolgano più la parola, con la paura di perdere il lavoro, paura di perTutto ciò che non trattiamo con amore si dere soldi, di dare, tramuterà in paura; perciò, è necessario applicare di essere ingannati, di non sapere l’alchimia spirituale per essere in grado di cosa dire. Paura trasmutare tutti i nostri difetti in virtù. di amare, di impegnarci, di lasciarci andare completamente, giacché preferiamo concentrarci maggiormente su ciò che è più vulnerabile, piuttosto che sul beneficio dell’amare e dell’essere amati. Paura di morire prima di aver compiuto tutto quello che vorremmo compiere… Tutte queste paure ci impediscono di fare quello che vogliamo davvero fare. Ma le nostre paure non se ne andranno per conto loro: hanno bisogno di essere affrontate, hanno bisogno che troviamo una soluzione. Le paure rimangono o scompaiono in base alle decisioni che prendiamo e alle azioni che compiamo. È vero che guardare faccia a faccia le nostre paure può sembrare difficile, in un primo momento. Avvertiremo una sensazione così intensa che ci spingerà a scappare, a fuggire da una cosa così sgradevole che ci fa sentire male. Tuttavia, se decidiamo di non resistere e fuggiamo, esse continueranno la propria azione, cresceranno gradualmente e le loro manifestazioni fisiche nel nostro corpo saranno sempre più

presenti, dal momento che il nostro corpo somatizza, ossia manifesta tutte le emozioni che reprimiamo. Per questo, in qualità di mistici, e soprattutto di membri dell’AMORC, per vincere le nostre paure troviamo aiuto nella filosofia rosacrociana. Sarebbe sufficiente ascoltare attentamente il nostro Canto Rosacrociano per renderci conto che sin dalla prima delle sue quattro preziose strofe ci viene proposta una soluzione. Infatti, il canto recita: “Amor che togli la paura”. Quindi dissipare la paura sarà forse semplice se la si affronta tramite l’amore? Se è così, allora coincide con quanto vi ho detto all’inizio di questo esposto, quando vi ho parlato delle due grandi energie: l’amore e tutto il resto. Tutto ciò che non trattiamo con amore si tramuterà in paura; perciò, è necessario applicare l’alchimia spirituale per essere in grado di trasmutare tutti i nostri difetti in virtù. Dobbiamo dunque superare i nostri timori, le nostre paure, poiché sono la base del fallimento umano, di tutte le sue sofferenze, di ciò che noi chiamiamo “fatalità”. La paura individuale rende l’uomo schiavo e, nella sua versione collettiva, è stata in grado di imprigionare numerosi gruppi di persone. Solo quando la paura viene sconfitta a tutti i livelli gli esseri umani e i popoli possono liberarsi e avanzare nel loro progresso, continuando nell’elevazione della loro coscienza individuale e collettiva. Non c’è motivo di temere la paura, poiché nonostante il suo aspetto esteriore più o meno terrificante, essa è molto fragile; in realtà si tratta di un sentimento dal quale non dobbiamo lasciarci intimidire. Così come i nostri pensieri negativi sono come pupazzi di stoffa rispetto a quelli positivi, nello stesso modo i nostri ideali di valori e la fiducia in noi stessi e nei nostri insegnamenti ci consentiranno di debellare i conflitti con le nostre ansie e le nostre paure. Dobbiamo avere

fiducia nel Piano Divino di cui siamo parte, confidare nel funzionamento delle leggi naturali che studiamo e applichiamo nella nostra vita, aver fiducia nella forza dei nostri pensieri positivi in quanto hanno sempre la meglio su quelli negativi. Una tale fiducia eliminerà la paura che può attanagliarci, farà di noi degli esseri nuovi e liberi, e ci avvicinerà alla Pace che tanto desideriamo, perché con una mente serena lavoreremo meglio, riposeremo più tranquillamente e daremo un giusto valore a tutte le cose. Man mano che questo accade, ci prepareremo anche per la realizzazione di verità sempre più elevate.

Vi ho appena spiegato che dobbiamo cercare di conferire un giusto valore a tutte le cose e ritengo che questo sia veramente importante, poiché esiste un’altra paura, quella proI nostri ideali di valori e la fiducia in dotta dal timore di perdere le noi stessi e nei nostri insegnamenti ci cose che possediamo, o anche dall’attaccamento al desiderio consentiranno di debellare i conflitti di possedere ciò che non abcon le nostre ansie e le nostre paure. biamo. In entrambi i casi, attraverso l’attaccamento sviluppiamo delle paure intrinseche che indeboliscono l’anima, come l’angoscia del fallimento, quella di non essere accettati, quella della carenza, della malattia, e per ultima – credo che nessuno rimarrà sorpreso – sviluppiamo la paura della morte, come risultato dell’attaccamento che proviamo verso la vita, ossia verso noi stessi. Infatti, il nostro ego si sente a rischio sin dal momento della nascita poiché ogni cambiamento genera una resistenza, e la nascita è un cambiamento verso una vita sconosciuta. Da quel momento, il nostro ego ci lega ai nostri possedimenti, ai nostri affari e ai nostri beni materiali, anche se inevitabilmente un giorno li perderemo. Per liberarci da questa paura dobbiamo tornare ad avere fiducia negli strumenti mistici che noi,

membri dell’Ordine della Rosa-Croce, conosciamo e studiamo, in particolare nella meditazione. Alcuni degli effetti che possiamo ottenere da questa pratica fondamentale del misticismo sono lo sbloccaggio di ansie e paure e il distacco dai beni materiali. Per concludere, dal momento che ho affermato in questo messaggio che tutti prima o poi abbiamo sperimentato la paura, vorrei confessarvi che anch’io ho provato paura di recente. Mi riferisco allo scorso ottobre, quando frater Christian Bernard ci ha comunicato la sua intenzione di dimettersi dall’incarico di massimo responsabile mondiale dell’AMORC. È logico: ricordate ciò che ho appena spiegato circa i cambiamenti, che appaiono sempre come traumi, come salti nel buio e che generano resistenza? Però vi ho anche spiegato che il mistico sa che tutto è in continuo cambiamento, che esiste una Legge superiore che gestisce questi cambiamenti, e che dobbiamo affrontarli con la certezza che sono per il meglio. Per questo, vorrei che adesso vi uniste a me in uno slancio di sincero riconoscimento e gratitudine nei confronti del nostro Imperator Emerito, per aver dedicato tutti questi anni al nostro Ordine, e per non aver avuto paura di applicare la Legge del cambiamento… E anche a frater Claudio Mazzucco, perché se qualcuno deve aver sentito paura, di certo è stato lui, quando gli è stato comunicato che sarebbe diventato il nuovo Imperator! E invece eccolo qui, pronto ad assumersi la sfida del cambiamento. Frater Claudio, vogliamo che tu sappia che hai tutto il nostro supporto. Vi chiedo ora un applauso sincero, affettuoso e carico di emozione per entrambi. Vi auguro di riuscire a diventare persone libere dall’ipnosi del timore e della paura, però solo dalla paura che rende schiavi, dal momento che, se un giorno incontreremo un mammut… sarà meglio che proviamo paura e che questa ci aiuti a uscire vivi da tale situazione!