Rivista RosaCroce Primavera 2026Scarica il PDF

(pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Primavera 2026)

Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


AutoreLeonardo Tunesi F.R.C., Biologo

Dio dorme nel minerale, sogna nel vegetale, agisce nell’animale e si risveglia nell’uomo. (antico adagio)

Un “sistema chiuso” di nome Terra Le attuali conoscenze scientifiche ci dicono che l’Universo ha avuto origine a seguito di un Big Bang, termine inglese con cui viene chiamato il fenomeno che si ipotizza abbia portato alla formazione di stelle e pianeti e, circa 4,5 miliardi di anni fa, alla nascita della “nostra” Terra. Il pianeta Terra, originariamente una sfera incandescente, poco alla volta si è raffreddata portando così alla formazione dell’attuale crosta terrestre. La superficie del nostro pianeta ha così potuto accogliere i primi oceani, formatisi dalla raccolta delle acque prodotte dalla condensazione delle nuvole di vapore emesse dalle innumerevoli attività vulcaniche. La Terra, dalla sua nascita, è una realtà specifica, distinta nell’ambito dell’Universo; è infatti un “sistema chiuso” per quanto riguarda la materia che lo costituisce. Il nostro Pianeta nel corso dei milioni di anni della sua esistenza, si è dotato di un’atmosfera, ovvero di un involucro di gas che la circonda e che è indispensabile per consentire la vita così come la conosciamo oggi. L’atmosfera è composta da una miscela di gas, il più abbondante dei quali è l’azoto (circa 78%), seguito dell’ossigeno (circa 21%), ai quali si accompagnano molti altri gas in tracce quali, ad esempio, l’anidride carbonica e il vapore acqueo. L’atmosfera è inoltre molto importante perché la protegge dalle radiazioni solari nocive gli esseri che vivono sulla sua superficie, facendo in modo che quest’ultima mantenga una temperatura vivibile, grazie all’ormai noto “effetto serra”. L’atmosfera attuale ha una struttura piuttosto complessa, composta da diversi strati, ognuno dei quali caratterizzato da specifiche distinte; tuttavia, è molto importante sapere che la sua parte che ha caratteristiche compatibili con l’esistenza della vita, la troposfera, ha un’altezza media di soli circa 12 km: il volume d’aria di cui dispone la Vita sul nostro pianeta è quindi estremamente ridotto. Bisogna inoltre considerare che i gas che costituiscono l’atmosfera sono oggetto di costante dispersione verso lo spazio cosmico a causa dell’irraggiamento solare e che, questo fenomeno è naturalmente in parte contrastato dalla forza di gravità, esercitata dalla massa del nostro pianeta, e dal rifornimento naturale di nuovi gas prodotti dalle eruzioni vulcaniche. In questo sistema «chiuso», «limitato», è solo grazie all’attività dei primi esseri viventi, e in particolare degli appartenenti al Regno Vegetale, che l’atmosfera ha iniziato ad essere caratterizzata dalla presenza di ossigeno in quantità adeguate a sostenere la vita anche degli appartenenti al Regno Animale. Sono quindi gli esseri viventi ad aver creato i presupposti che consentono alla Terra di

Rivista Rosa+Croce n.56 - Spiritualità ed ecologia

avere le caratteristiche che oggi noi conosciamo e a essere dotata di un’aria con le caratteristiche che attualmente consentono a noi, esseri umani, di respirare. Il nostro Pianeta è quindi un «sistema chiuso» per quanto riguarda la materia che lo compone. È la Vita che, grazie all’energia che (principalmente) le arriva dal Sole (Fig. 1), riesce a sostentarsi e ad evolvere le proprie forme, facendo riferimento sempre agli stessi elementi materiali, dando concretezza alla massima «nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma». L’Ecologia e la biodiversità Parlando di Vita e della sua organizzazione sul nostro Pianeta, è necessario fare riferimento almeno a due elementi chiave: l’ecologia e la biodiversità. L’ecologia (dal greco: οἶκος, oikos = “casa” o “ambiente”; e λόγος, logos = “studio”) è la scienza che studia le condizioni di esistenza degli esseri viventi e le interazioni di ogni tipo che esistono tra gli esseri viventi, e tra loro e l’ambiente in cui vivono. L’ecologia è una scienza che applica metodi, concetti e risultati delle altre scienze biologiche e di quelle matematiche, fisiche e chimiche, e che focalizza il suo studio sull’importanza di relazioni e interazioni tra gli esseri viventi e di questi ultimi con l’ambiente in cui vivono. A titolo di esempio di ciò, si fornisce una visione di sintesi degli elementi delle reti alimentari marine che possono garantire abbondanza e produttività a lungo termine, con una immagine che fornisce quattro possibili scenari, alcuni dei quali negativi, il cui verificarsi è di frequente determinato proprio dal comportamento umano non corretto (Fig. 1).

Va premesso che le reti alimentari marine sono piuttosto diverse da quelle terrestri. Per garantire l’abbondanza e la produttività a lungo termine delle loro componenti, è importante sapere come esse funzionano. Al centro della figura 1 vediamo un cerchio scuro, che contiene degli organismi morti che hanno raggiunto quello stato seguendo le frecce tratteggiate nere. Lo stato di vita è una proprietà a breve termine della materia. La materia vivente morta è consumata dai batteri eterotrofi (le frecce gialle rappresentano il passaggio da un livello trofico a un altro), e i batteri vengono uccisi dai virus. I protozoi possono mangiare i batteri (e altri esseri microscopici). I batteri, inoltre, riciclano e mineralizzano la materia organica (la freccia bianca) rendendo disponibili i nutrienti inorganici per i produttori primari che, nell’ambiente marino, sono principalmente microalghe: il fitoplancton, la componente del Regno Vegetale che produce la maggior parte dell’ossigeno che compone l’aria che noi respiriamo. Il ciclo microbico appena descritto è alla base di tutte le reti alimentari, considerando che i nutrienti arrivano anche dai fiumi. La risultante produzione di fitoplancton è quella che, oltre a permettere la produzione di ossigeno, sostiene, dal punto di vista nutritivo, il resto delle reti alimentari. Parliamo di “reti alimentari” perché l’energia, costituita dal fitoplancton, può portare a ben quattro possibili diverse reti alimentari (Fig.1), in funzione di molteplici elementi e fattori, in gran parte determinati dal comportamento di noi, esseri umani. Il più breve è mostrato in figura 1 in alto a destra: la “fioritura” di alcune specie algali che compongono il fitoplancton può portare a “maree rosse” o alla formazione di banchi di “mucillagini”, dovute ad esempio alla presenza nelle acque di un eccesso di nutrienti determinato dagli scarichi delle attività antropiche. Questo scenario, caratterizzato dallo sviluppo abnorme di alghe planctoniche tossiche che monopolizzano la biomassa permanente, avvelenando persino le altre forme di vita, ha caratterizzato, ad esempio, le acque dell’Adriatico in diverse estati degli anni passati. Questo scenario è quindi caratterizzato dalla prevalenza dei microrganismi. Il percorso più comune (in basso a sinistra della figura 1) invece coinvolge il ruolo dei metazoi (tutti gli organismi pluricellulari Eucarioti del regno animale), che si nutrono di microrganismi. I crostacei (come il copepode raffigurato), si nutrono di microrganismi e, a loro volta, sono il cibo di organismi più grandi, a partire dalle larve e dai giovani pesci. Una volta cresciuti, i pesci tendono a nutrirsi l’uno dell’altro (i pesci grandi mangiano quelli piccoli) e, alla fine, noi ci nutriamo di loro. Questo è il percorso preferito da noi, esseri umani. Un terzo percorso (in basso a destra della figura 1) vede il successo del plancton gelatinoso erbivoro: i taliacei, animali planctonici, “aspirano” tutti i microrganismi e privano i crostacei delle loro risorse, per diventare, una volta morti, neve marina. Il quarto percorso (in alto a destra in figura 1) è rappresentato dal plancton gelatinoso carnivoro: meduse e ctenofori mangiano i crostacei e anche i pesci, quando sono ancora allo stadio di uova e di larve. Questo è ciò che accade nella colonna d’acqua, l’ambiente più diffuso del pianeta, il motore di tutti gli ecosistemi.

È ovviamente nel nostro interesse di esseri umani garantire che il percorso dei pesci (in basso a sinistra della figura 1) prevalga sugli altri; tuttavia, sempre più spesso l’essere umano, a causa di comportamenti non corretti, determina il verificarsi di uno degli altri tre, dovuti alle eccessive attività di pesca e allo sversamento di sostanze inquinanti nei nostri fiumi e nei nostri mari.

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Figura 1: Gli elementi di quattro possibili percorsi delle reti alimentari che garantiscono abbondanza e produttività a lungo termine in ambiente marino (SZN, 2016).

L’esempio di cui sopra ha l’obiettivo di mostrare che l’ecologo, nello studio degli esseri viventi nel loro contesto, deve essere in grado di comprendere ed analizzare il complesso delle relazioni presenti tra le diverse “componenti” in gioco. La biodiversità è invece la varietà della Vita in tutte le sue forme, livelli e combinazioni e degli ecosistemi in cui esse vivono. La biodiversità comprende quindi l’intera variabilità biologica di geni, specie, nicchie ecologiche ed ecosistemi con le rispettive risorse genetiche, che costituiscono la componente determinante della biodiversità all’interno di ogni singola specie (Figura 2). Sono infatti i servizi ecosistemici, “forniti” dalla biodiversità, che consentono la vita sulla Terra, anche quella della nostra specie. Servizi che devono essere messi nelle condizioni di mantenere un adeguato livello di funzionalità. I servizi forniti dalla biodiversità sono generalmente ricondotti a quattro gruppi principali: · Servizi di supporto: come la formazione di suolo, la fotosintesi e il riciclo dei nutrienti; · Servizi di fornitura: come gli alimenti, l’acqua potabile, i foraggi, il legno e le fibre; · Servizi di regolazione: come la stabilizzazione del clima, l’assetto idrogeologico, il contrasto alla diffusione di patogeni e parassiti, il riciclo dei rifiuti, la qualità dell’acqua; · Servizi culturali: quali, ad esempio i valori estetici e quelli ricreativi e spirituali. In estrema sintesi, la diversità biologica è l’elemento chiave della Vita sul nostro Pianeta e il comportamento dell’essere umano costituisce un elemento determinante per il mantenimento degli

Figura 2: Elementi della biodiversità. Elementi della biodiversità strutturale, compositiva e funzionale, operanti su diverse scale spaziali e temporali (Tunesi, 2012).

equilibri di questo vasto, quanto delicato, sistema ecologico. L’ecologia ci insegna che ogni essere vivente (e quindi anche ognuno di noi, quale essere umano) è parte di una rete complessa e del tutto, e che ogni cosa è legata da profonde relazioni a molteplici livelli. Questa rete di relazioni si è definita nel corso dei milioni di anni di evoluzione del nostro Pianeta e il suo equilibrio è molto delicato. Le azioni di una specie possono esercitare la loro influenza su molte altre, anche a grande distanza così come la scomparsa di una specie può avere effetti a catena su un intero ecosistema.

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L’evoluzione della Vita sul nostro Pianeta a supporto dell’espressione di forme di coscienza sempre più evolute Le forme di vita che popolano il nostro Pianeta, di cui anche noi, quali esseri umani facciamo parte, sono il frutto di un’evoluzione che si è concretizzata in un arco temporale di milioni di anni (Fig. 3), e che ha consentito alla Vita di manifestare forme in grado di esprimere livelli di coscienza sempre più evoluti (Tab. 1). Questi livelli di coscienza sono presenti in un continuum nelle diverse specie e l’essere umano, nel corso della sua crescita, da neonato a adulto, ha modo di esprimere progressivamente tutti questi diversi livelli di coscienza. In estrema sintesi quindi, dal punto di vista materiale, la scienza ci ha dimostrato che l’essere umano è una specie animale il cui corpo è frutto dell’evoluzione biologica, è costituito dalla materia del nostro Pianeta e vive solo grazie ai servizi forniti dagli altri esseri viventi (indispensabili perché possa respirare e nutrirsi). Per quanto riguarda la sua parte materiale, il suo corpo, l’essere umano è quindi esso stesso una parte del nostro Pianeta. Dal punto di vista spirituale, l’essere umano da adulto, normalmente ha coscienza di sé stesso e delle proprie conoscenze ed esprime quindi normalmente il terzo livello di coscienza della scala riportata in tabella 1. Ha però le potenzialità e per alcuni, il compito spirituale, di arrivare a sperimentare e vivere il quarto livello della già citata scala, che implica la sua capacità di entrare in sintonia, in connessione con la coscienza cosmica, avendo così modo di diventare percezione vivente e dinamica di essere uno con il Tutto (Tunesi, 2020).

Figura 3: Immagine che raffigura l’evoluzione della Vita sul nostro pianeta in relazione alle diverse ere geologiche ci ricorda che tutti gli essere attualmente viventi sono il risultato di un costante processo di evoluzione biologica che ha portato alla comparsa di specie sempre più evolute, e quindi capaci di “ospitare” forme di coscienza anch’esse sempre più evolute.

LIVELLI DI COSCIENZA ESPRESSI DEGLI ESSERI VIVENTI

presente in tutti gli esseri viventi

2 di sé stesso presente nelle specie più evolute e nell’essere umano 3 di sé stesso presente nell’essere umano e in e delle proprie pochissime tra le specie più evolute conoscenze 4 cosmica di connessione profonda con l’universo

(Bucke, 1905) Tabella 1: Livelli di coscienza espressi dagli esseri viventi sul nostro pianeta

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In questa visione, compito dell’Essere umano è di diventare, di essere, il punto di contatto concreto, cosciente tra il mondo materiale e quello spirituale. Ovvero personificare quanto simbolizzato da Leonardo da Vinci con il suo uomo vitruviano (Fig. 4). Questo disegno, considerato la rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, in verità ci ricorda che l’essere umano è l’unione vivente tra microcosmo e macrocosmo. Essere nel quale, grazie al quale, il quadrato, simbolo del mondo materiale, e il cerchio, che rappresenta il cosmo, il divino, si toccano. L’essere umano è quindi il “riflesso” di un ordine superiore, che contiene gli elementi che compongono il mondo intero ed è anche “specchio dell’Universo”.

Figura 4: L’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, rappresentazione dell’Essere Umano quale riflesso di un ordine superiore nel quale il mondo materiale (il quadrato) e quello spirituale (il cerchio) si toccano, di unione di micro e macrocosmo.

Tutto ciò in piena sintonia con i più moderni concetti introdotti dalla fisica quantistica che ci forniscono gli elementi per considerare che il compito dell’essere umano è di essere il “supporto materiale”, che la Coscienza Cosmica ha contributo a concretizzare nel corso di milioni di anni, per poter prendere coscienza di sé stessa o, detto in altre parole, per poter “conoscere” sé stessa.

La scienza ci insegna che attualmente l’umanità è il punto culminante dell’evoluzione della Vita sul nostro Pianeta, partendo dal presupposto che esiste una chiara continuità tra gli esseri che hanno via via popolato e che vivono in questo momento sulla Terra. Una continuità di forme di vita sempre più evolute sul piano “materiale”, comparse progressivamente, e

che hanno permesso a livelli di coscienza sempre più evoluti di esprimersi sul nostro pianeta.

Considerazioni conclusive

L’ecologia ha scientificamente chiarito l’importanza delle relazioni e delle interazioni per il successo della Vita sul nostro Pianeta e, dimostrandoci che siamo parte integrante della Natura, ci insegna l’importanza di rispettarla e proteggerla. Quindi, come Esseri Umani, disponiamo ormai di tutti gli elementi conoscitivi che ci dicono chiaramente che la Terra è il nostro Santuario, che quindi va rispettato e preservato. Come mistici sappiamo che tutti i Regni della Natura sono fratelli, e sono essenziali per la (nostra) esistenza e l’evoluzione della Vita. È perciò quanto mai fondamentale e necessario che ognuno di noi prenda concretamente coscienza del nostro ruolo di esseri umani, e dell’importanza di adottare comportamenti corretti perché, mai come ora, la nostra specie è nelle condizioni di compromettere il successo di questo disegno. Ognuno di noi ha quindi una grande responsabilità per il futuro del Pianeta e nei confronti delle prossime generazioni e delle altre specie che popolano con noi la Terra; specie che sono sorelle (minori) della nostra, e alle quali va il nostro massimo rispetto e amore. Guardando il nostro Pianeta da questa prospettiva, si coglie chiaramente il fatto che, come esseri umani, siamo “solo” un anello di passaggio dell’evoluzione della Vita (del mondo materiale), a supporto della “Evoluzione” della Coscienza.

Gli insegnamenti del nostro Ordine ci forniscono elementi chiave per favorire l’evoluzione della nostra coscienza, aiutandoci a impegnarci per l’obiettivo a cui tutto concorre con lo studio delle Leggi Cosmiche, la meditazione, la preghiera e, soprattutto il costante lavoro su noi stessi per arrivare a “vivere” la Comunione Cosmica, ovvero per sentirsi realmente parte del tutto e arrivare così alla Pace Profonda. Chi non comprende come l’anima contenga il bello in sé stessa, cerca di realizzare la bellezza esteriore con un’opera laboriosa. Dovrebbe cercare di sviluppare il suo essere interiore e, anziché estendersi nel molteplice, abbandonarlo per l’uno e risalire il flusso della divina Fontana la cui corrente scorre in lui. Potete cogliere l’infinito solo con una facoltà superiore alla ragione, entrando in uno stato in cui non siete più il vostro essere finito, in cui la divina essenza vi è comunicata. È l’estasi. È la liberazione della vostra coscienza dalla sua coscienza finita. Plotino, 205-270 D.C. Riferimenti bibliografici BUCKE R.M., 1905. Cosmic Consciousness - A Study in the Evolution of the Human Mind. Innes & Sons, Philadelphia. TUNESI L., 2012 - Il ruolo della cartografia a supporto delle valutazioni integrate degli ecosistemi marini. Biol. Mar. Mediterr., 19(1): 66-78. TUNESI L., 2020 - L’essere umano e la natura. Rosa-Croce, 46: 29-43. SZN, 2016. 2016 Calendar. Concepts: Ferdinando Boero and Roberto Danovaro, Illustrations: Alberto Gennari, Supervision: Anna Maria Miglietta, Graphics: Fabio Tresca Print: Locopress, Stazione Zoologica di Napoli.