Scarica il PDF (pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Atunno 2026) Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana. |
AutoreMirko Palomba — Gran Maestro
Assumendo la prospettiva di osservatori esterni, è possibile apprezzare come avvenga, a un certo momento, un impulso Cosmico grazie al quale i mattoncini costituenti la materia si aggregano misteriosamente fino a formare il corpo fisico di ogni essere umano. Questo corpo, per un dato periodo, conserva una certa permanenza di sé, pur evolvendo con i suoi tempi. Si muove, prova sentimenti ed emozioni, fa dei ragionamenti e compie diversi lavori, finché, un giorno, smette di fare tutto ciò. Il corpo si ferma, non vi sono più parole, sembrano non esservi più pensieri. I mattoncini che costituiscono il corpo fisico, a mano a mano, ritornano alla sorgente cosmica da cui provenivano, e di quella particolare espressione umana non resta più nulla di fisico.
Contrapponendo dualisticamente in un primo momento materia e spiritualità, la prima può essere intesa come tutto ciò che appartiene al mondo oggettivo e sperimentabile attraverso i 5 sensi o gli strumenti tecnologici di misura. Dall’altro lato, per spiritualità si può intendere tutto ciò che non appartiene al mondo materiale e che, come uno spirito di vita, anima gli esseri costituendo le loro qualità individuali. Si pensi alle emozioni, ai sentimenti, ai pensieri o, in generale, al carattere e alla personalità. Ogni individuo ha un mix unico di questi elementi che gli permette di essere riconosciuto rispetto a tutti gli altri. Sebbene attraverso apparecchiature moderne sia possibile misurare gli effetti prodotti sul corpo da alcune di queste componenti immateriali dell’essere umano, non sono propriamente tangibili nella loro interezza ma solo grazie al riflesso che producono sul corpo umano. Ad esempio, un pensiero, in sé, è invisibile con gli occhi fisici, eppure può produrre ormoni misurabili tramite opportune analisi, può cambiare il numero di battiti cardiaci, aumentare la pressione sanguigna, ecc. Attraverso sofisticate apparecchiature basate sull’intelligenza artificiale si sta arrivando a poter ricreare immagini dai pensieri basandosi sulle specifiche aree cerebrali interessate da attività ma sono, appunto, ricostruzioni di qualcosa di intangibile. Gli aspetti materiali dell’esistenza possono avere a che fare con il mondo fisico, mentre tutti quegli aspetti legati alla coscienza, alla psicologia, alla cultura, alla morale e all’etica rientrano, per contraltare, sotto l’ampia definizione di spiritualità. Oltre al corpo fisico, dunque, ogni essere umano è caratterizzato da una componente in grado di fare esperienza di qualcosa che non è tangibile fisicamente ma che lo è attraverso quello che a tutti gli effetti può essere definito un differente corpo, più sottile. Il termine sottile deriva dalla possibilità di rendersi visibile solo osservandolo dalla giusta prospettiva, come avviene con un foglio di carta che osservato frontalmente è visibile, mentre osservato di lato sembra sparire. Le tradizioni spirituali arrivano a definire anche più corpi in grado di percepire ed elaborare ciò che Dietro ogni personaggio che appartiene al mondo invisibile. recita la sua parte, nella profondità più estrema di La Tradizione rosacrociana ci ogni essere umano vi è un solo parla, ad esempio del corpo psichigrande attore, che è la scintilla co, così come dell’anima - intesa unica dell’anima umana che secondo il proprio insegnamenproviene da Dio stesso. to - anche detta corpo spirituale in alcuni manoscritti antichi. Attraverso questi corpi sottili è possibile indagare la profondità senza confini della sorgente cosmica da cui tutto proviene. Andando a raffinare sempre più la definizione dell’essere umano, è possibile superare la visione dualistica e introdurre una tripartizione delle sue componenti. In questo modo, aspetti psicologici, culturali ma anche psichici possono essere intesi come appartenenti a una sfera non facente parte della spiritualità, destinando quest’ultima alle più sublimi esperienze del regno divino. Il corpo psichico, che si studia e si impara a utilizzare ponte di collegamento tra l’io oggettivo e la divinità, ponendo in contatto la coscienza individuale con la Coscienza Cosmica, porta d’accesso del regno di Dio con tutte le sue creature. Come il corpo fisico si forma richiamando a sé i suoi elementi costitutivi dal mondo materiale, aggregando gli atomi che provengono dall’Universo sotto l’impulso proveniente dall’anima, allo stesso modo i corpi sottili si costituiscono richiamando a sé gli elementi che provengono dal loro piano di appartenenza. In questa discesa dal centro del regno divino fin nella profondità del mondo materiale, l’essenza più spirituale assume qualità sempre più dense, fino a concretizzarsi nella completezza dell’essere umano. In tale percorso, la Tradizione Primordiale riporta che la scintilla divina si veste delle qualità planetarie, formando l’individualità particolare che caratterizza ciascuno di noi e andando a costituire l’ego. Il corpo fisico si plasma creando i recettori che permettono la percezione di tutto ciò che esiste nel mondo materiale. I corpi sottili si plasmano in modo da avere recettori che permettono di percepire tutto ciò che esiste nel piano dell’esistenza da cui provengono. In questo modo, l’Essere acquisisce la piena sensibilità e può svolgere la sua missione Cosmica. Mentre i cinque sensi fisici sono funzionanti fin dal primo periodo di vita degli esseri umani, i sensi superiori lo sono in maggiore o minor misura in base all’esperienza pregressa dell’anima incarnata, tendono a svilupparsi lentamente negli anni e possono essere sviluppati attraverso i metodi trasmessi dalla Tradizione Primordiale e Così, grazie alle caratteristiche della nostra anatomia sottile è possibile capire cosa ci impressiona dal punto di vista emotivo, cosa ci limita o blocca nell’esprimere affetto verso gli altri o nel produrre ragionamenti efficaci e utili. Allo stesso modo, è possibile attraversare la sfera morale ed etica, in cui la divinità si esprime attraverso una Gerarchia di esseri, organizzati come se esistesse una sfera concentrica, al cui centro vi è Dio stesso. La sfera più esterna è quella più densa e pesante, dove prevalgono gli aspetti materiali dell’esistenza. Ogni sfera concentrica più interiore è come se avesse un setaccio a maglie sempre più strette. Per accedervi, dunque, è necessario sottilizzare sempre di più il proprio essere attraverso il lavoro spirituale. I 12 Gradi del Tempio con cui è organizzato l’insegnamento dell’Ordine rappresentano 12 soglie d’accesso che conducono al cospetto dell’inesplicabile. Infatti, la progressione iniziatica permette uno spostamento del proprio centro di coscienza verso componenti più sottili del proprio Essere, consentendo il passaggio attraverso maglie sempre più strette di questo percorso cosmico verso la divinità. Il raggiungimento del centro è l’obiettivo del mistico, lì dove della componente più esteriore e greve dell’io, ossia ció con cui ci si identifica col proprio nome e cognome sin dalla nascita, non resta più nulla, per lasciare il passo all’unica realtà che anima ogni essere: Dio. Dietro ogni maschera, ogni personaggio che recita la sua parte, nella profondità più estrema di ogni essere umano vi è un solo grande attore, che è la scintilla unica dell’anima umana che proviene da Dio stesso. Dunque, ogni vita umana è una particolarizzazione dell’espressione della pienezza e totalità divine, ma è destino di ognuno di noi ritornarvi, attraversando tutti i piani delle possibilità cosmiche. Per attraversare tali piani occorre dapprima conoscerli, per poi viverli. Per questo esistono i percorsi iniziatici. Contrariamente alle religioni, che rappresentano la rivelazione per la moltitudine, i percorsi iniziatici non sono destinati ai grandi numeri di persone

ma a quella parte degli esseri umani che hanno già compiuto un tratto importante del percorso e che devono percorrere l’ultima, intensa fase, caratterizzata da prove tanto impegnative quanto intrise di una bellezza talmente fulgente da richiedere una lunga preparazione per essere apprezzata. Gli organi sensori sottili che si vengono a formare durante la costituzione dell’essere umano non sono pronti ad accogliere fin da subito la pienezza divina, in special modo la sua bellezza. Nell’espressione “Dio del nostro cuore, Dio della nostra comprensione” in cui tale preparazione deve aver luogo: il cuore e la mente. Il detto alchemico solve et coagula ci ricorda che nel Cosmo esistono forze aggregative e forze disgregative. Ciò che unisce e ciò che separa. Nella Trimurti indiana si hanno Brahma e Shiva, che rappresentano, appunto, le forze cosmiche di creazione e distruzione. Così come queste forze agiscono nel mondo esteriore, lo stesso avviene nell’interiorità umana. Attraverso la mente creiamo costrutti del pensiero che ci permettono di identificare una sedia piuttosto che una mela. La seconda si mangia, la prima no, e questo ci consente di compiere tutti i lavori fisici utili al mantenimento del corpo materiale, che è il Tempio dell’anima che alberga in noi. Un’ulteriore componente della nostra interiorità, legata alla mente, è l’ego, che ha il compito di preservare l’individualità nel contesto in cui agisce fungendo da ponte tra le necessità fisiche e necessità di natura più immateriale. L’ego ha necessità di alimentarsi per sopravvivere, ed è molto abile nell’utilizzare lo strumento della mente, generando idee quali l’invidia, la gelosia, l’avidità e, in generale, tutto ciò che rientra in aspetti negativi dell’esperienza umana, se non opportunamente indirizzato.
Nella mente si crea e si dà nome a tutto ciò che esiste e di cui si può fare esperienza sia materiale sia spirituale. Ma nella mente può avvenire anche il processo inverso, quello cioè in cui si distrugge ogni forma mentale possibile, eliminando ciò che produce negatività e malessere e lasciando spazio solo a ciò che contribuisce alla positività e al benessere, come viene fatto dai grandi maestri spirituali che imprimono un segno nella storia dell’umanità. In quest’opera risiede la possibilità di fare esperienza della Pace Profonda, là dove nulla più può scalfire il nostro essere. Se il fenomeno di distruzione di pensieri non voluti avviene nella mente, esso trae origine nell’altro centro del nostro essere: il cuore. Il cuore è la chiave dello Il centro psichico del cuore è colscrigno della saggezza delle legato a un ramo della Gerarchia esperienze pregresse contenute divina che è in grado di far trovare nelle precedenti incarnazioni. la forza e l’ispirazione necessarie a superare le barriere presenti nella mente. Lo sviluppo di tale centro psichico, che è parte integrante di un percorso iniziatico Tradizionale, permette di colmare i vuoti costituiti dai pensieri negativi. L’invidia, ad esempio, è un nome che viene dato al vuoto corrispondente all’incapacità di provare gioia per la felicità altrui. L’ego vorrebbe la felicità solo per sé (o del proprio gruppo d’appartenenza), quindi dà forma alla mente organizzando pensieri di invidia, che si manifestano in parole o azioni volte a compromettere la felicità altrui donandola, provvisoriamente e illusoriamente, a sé stessi. Ma l’amore di cui il Cosmo è permeato produrrà le circostanze karmiche per far breccia nel cuore dell’invidioso, dissolvendo l’idea dell’invidia e compartecipando alla felicità del prossimo. L’amore ricolma il vuoto di quell’illusione chiamata invidia, creando benevolenza, che è la sola realtà esistente dal punto di vista ontologico. È solo questione di tempo. Ciò avverrà. si pone il palmo aperto della mano destra sul cuore e l’indice della mano sinistra al centro della fronte. Lo studio e la componente mentale sono importanti e ci devono essere ma, se il contributo della testa è indicato con un solo dito, quello del cuore è rappresentato da tutta la mano destra aperta su esso, perché è tramite tale centro che è possibile rivedere, correggere e rettificare quegli elementi dell’insegnamento che possono essere fraintesi a causa di un ego che mischia le carte nella mente. Il cuore è una componente essenziale nel percorso di ritorno a Dio. È il ponte che permette il superamento del fossato della natura animale residua e ancora presente nell’essere umano. È la chiave dello scrigno della saggezza delle esperienze pregresse contenute nelle precedenti incarnazioni. È la voce che ci guida verso la sacra bellezza divina. È la porta attraverso cui ci parlano i Maestri Invisibili della nostra Tradizione, e grazie alla quale avviene una particolare comunicazione tra i membri dell’Ordine. Le più elevate qualità della divinità, eternamente presenti e sempre disponibili all’occhio preparato, non sono immediatamente accessibili a seguito dell’incarnazione dell’anima. Se ci si trovasse di fronte alla piena bellezza divina, si rimarrebbe accecati; per questo è necessario un lungo viaggio che, di incarnazione in incarnazione, predisponga l’interiorità umana ad accoglierla. È un’esperienza che può risultare disorientante. D’altra parte, una trasformazione interiore è il frutto di un cambio importante di rotta. In questo flusso di coscienza che è possibile sperimentare in connessione con la Coscienza Cosmica, ci si può smarrire, ma la grazia divina sa come dosarlo quanto basta per permettere di tornare indietro e contribuire, a propria volta, affinché la ricchezza del regno spirituale possa essere condivisa col prossimo, e partecipare all’eterno richiamo delle anime alla casa celeste. Tutto ciò che si è sempre cercato è sempre stato qui, ora, insieme a noi. Questa presa di coscienza può avvenire durante un momento ordinario della propria vita o essere facilitata in un contesto iniziatico particolare. Quando è il momento, il velo che separa la coscienza individuale da quella Cosmica si solleva, e le leggi del tempo e dello spazio si riscrivono dinanzi a noi, mostrando come non vi sia separazione tra gli esseri, non vi siano un prima e un dopo, cosa ci sia oltre il dualismo, come tutto, nel Cosmo, sia ordine e amore nella sua massima forma d’espressione, consegnando quel dono che i Rosacrociani chiamano Pace Il cuore è la porta attraverso cui Profonda. Quella prima sepaci parlano i Maestri Invisibili razione dicotomica tra materia e spirito, operata in precedendella nostra Tradizione, e za, svanisce nel simbolo del grazie alla quale avviene una particolare comunicazione tra i cerchio divino, o dell’Uroboro degli ermetisti, perché mamembri dell’Ordine. teria e spirito sono fasi diverse di una medesima realtà dalla quale tutto proviene e verso cui tutto ritorna, nell’eterna ruota della vita, e le differenti componenti, i diversi corpi, con cui si è definito l’essere umano si riscoprono nella loro unità primordiale: un’unità che contempla l’eterna coesistenza tra l’essere umano e la divinità. Il punto al centro del cerchio è tracciato. Possano i Maestri della nostra Tradizione concederci le loro più dolci benedizioni per proseguire il compito per cui siamo chiamati in questa incarnazione. Che sia così!