Rivista RosaCroce Primavera 2023Scarica il PDF

(pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Primavera 2023)

Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


FonteStaff Rosicrucian Digest

Antichi testi sui misteri egizi Staff Rosicrucian Digest

Gli autori Il carattere iniziatico e mistico dell’antico Egitto è antichi attestato dai tempi dei Testi delle Piramidi (Anticonsideravano co Regno – ca. 2350 a.C.) fino all’epoca grecorotradizionalmente mana. Gli autori antichi consideravano tradiziol’Egitto come nalmente l’Egitto come la fonte della saggezza e la fonte della saggezza antica. descrissero i misteri e il carattere iniziatico degli

egizi. Di seguito sono stati selezionati alcuni brani tratti da testi dell’antico Egitto e del mondo classico sui misteri egizi, adattati per i lettori moderni.

Ingresso del Tempio di Karnak, Luxor, Egitto. Dipinto da Harvey Spencer Lewis durante il viaggio in Egitto del 1929.

O Ra, tu non sei partito morto; tu sei partito vivo, così siedi sul trono di Osiride, il tuo scettro nella tua mano, tu comandi i vivi; i tuoi scettri sono nella tua mano, comandando quelli dei luoghi segreti. Testi delle Piramidi (Antico Regno – ca. 2600 ÷ 2400 a.C.)

Rivista Rosa+Croce n.50 - Antichi testi sui misteri egizi

Gli sarà posta una scala per il cielo, affinché egli vi salga; egli sale sul fumo (dell’incenso) del grande turibolo; vola come un’oca; si posa come uno scarabeo, sul trono vuoto che è nella tua barca, o Ra.

Testi delle Piramidi (Antico Regno)

Quando si rivolgono a questo Dio mentre remano sulla sua barca, gridano, e lo portano a riposare nel Campo degli Dèi di Nepertiu che sono al seguito di Osiride. Se queste scene sono messe per iscritto secondo le similitudini che si trovano nei luoghi nascosti del palazzo, e se una persona ha conoscenza di queste parole… fungeranno da protettori magici… sulla terra, regolarmente, immancabilmente e eternamente. Amduat - Seconda ora (Nuovo Regno, 1560 ÷ 1060 a.C. circa)

Chi conosce queste cose, essendo attaccato al suo luogo, mangerà il suo pane con Ra. Chi conosce queste cose, essendo un’anima e uno spirito... non entrerà mai nel luogo della distruzione. Amduat - Terza ora (Nuovo Regno)

Il cerchio nascosto di Amentit, attraverso il quale questo grande dio viaggia e prende il suo posto nella Duat. Se queste cose sono fatte con i loro nomi secondo la maniera di questa figura che è raffigurata a est della casa nascosta della Duat, e se un uomo conosce i loro nomi mentre è sulla terra, e conosce il loro posto in Amenti, raggiungerà il proprio posto nella Duat, e si ergerà in tutti

i luoghi che appartengono agli dèi le cui voci sono Maat, come i capi divini sovrani di Ra, e i potenti del palazzo, e questa conoscenza gli sarà di beneficio sulla terra.

Amduat - Nona ora (Nuovo Regno)

Ecco l’apertura del libro del culto di Ra nella [Pienezza dell’Essere], del culto di Temet nel [Tutto ciò che è]. Chi comprende quest’opera fondata sulla terra, come una figura di porcellana al tramonto, che è il trionfo di Ra… Chiunque abbia conoscenza sulla Terra, ha conoscenza dopo la morte. Le Litanie del Sole (Nuovo Regno)

Sono stato introdotto nel Libro Divino, ho visto le cose eccellenti di Thot; sono stato dotato dei loro segreti; ho aperto tutti i passaggi; uno ha preso consiglio con me su tutte le loro questioni. Iscrizione su una statua di Amenhotep, figlio di Hapi (XIX dinastia - Nuovo Regno)

Se questo Capitolo sarà conosciuto dal defunto, egli diventerà un perfetto Spiritoanima in Khert-Neter, e non morirà una seconda volta, e mangerà il suo cibo accanto a Osiride. Se questo Capitolo sarà conosciuto dal defunto sulla terra, egli diventerà simile a Thot, e sarà adorato da coloro che vivono. Non cadrà a capofitto nel momento dell’intensità della fiamma reale della dea Bast, e il Gran Principe lo farà avanzare felicemente. Libro dei Morti (versione del periodo Saite, 600-500 a.C.)

Su questo lago si rappresenta di notte lo spettacolo delle sue [di lui, l’innominabile] sofferenze, e questo gli Egizi lo chiamano Misteri...

Erodoto (V secolo a.C.)

Le cerimonie e i riti di Osiride sono in tutto e per tutto d’accordo con quelli di Dioniso, e quelli di Iside e Demetra sono una cosa sola, che si differenziano solo per il nome… La rappresentazione di Ermes come conduttore di anime derivava dall’antica usanza egizia che colui che riportava il corpo morto di Apis (quando giungeva sul luogo), lo consegnava a colui che rappresentava Cerbero… Diodoro Siculo (ca. 90-30 a.C.)

Questi filosofi sacerdoti hanno dedicato tutta la loro vita alla contemplazione e al culto delle nature divine e all’ispirazione divina; attraverso la contemplazione, la scienza; e attraverso entrambe, [si sono procurati] un certo esercizio occulto di comportamenti degni dell’antichità.

Cheremone lo Stoico (I secolo d.C.)

Perché l’illuminazione, che si manifesta attraverso le invocazioni, è auto sussistente; e va in manifestazione attraverso l’energia e la perfezione divina… Con tale scopo, quindi, gli dèi, essendo gentili e propizi, danno luce in abbondanza ai teurghi, chiamando le loro anime verso l’alto in se stessi, procurando loro l’unione a se stessi nel Coro, e abituandoli, mentre sono ancora nel corpo, a tenersi lontani dalle cose corporee, e allo stesso modo a essere condotti alla loro Prima Causa eterna e noetica... Perché quando diventiamo interamente anima, e siamo fuori dal corpo e saliamo in alto con tutti gli dèi del regno non materiale, ci occupiamo di visioni sublimi. I [sacerdoti egizi] non contemplano in alcun modo queste cose [sacre] con la sola facoltà di ragionamento, ma insegnano anche che, per mezzo della teurgia sacerdotale, l’aspirante può elevarsi al più

alto e più universale, e quelle condizioni stabilite superiori al Fato e a Dio Creatore (Demiurgos), senza affezionarsi al regno della materia, né prendere in mano altro che l’osservazione di un momento giusto.

Giamblico di Calcide (ca. 245-325 d.C.)