Rivista RosaCroce Autunno 2023Scarica il PDF

(pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Autunno 2023)

Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


AutoreClaudio Mazzucco Imperator

Messaggio letto Il filosofo Pierre Hadot, esperto di filosofia antica, a New York scrisse queste parole: “Le antiche verità sono quelil 1° aprile 2023 le che appaiono in tutte le epoche, anche nella noin occasione della celebrazione stra, sia perché sono state vissute così intensamente nel passato da continuare a influenzare il nostro dei 108 anni del primo statuto inconscio, sia perché rinascono via via che le genedell’AMORC razioni rifanno l’esperienza della vita”. in America

Rivista Rosa+Croce n.51 - Il ciclo di 108 anni in America
Nel salutarvi e ringraziarvi per la vostra presenza a questo incontro speciale, e in qualche modo storico, voglio riflettere assieme a voi sulle parole del filosofo perché le sento come se fossero state scritte per noi oggi qui.

Immaginate se io venissi qui e vi dicessi queste parole: “Cari fratres e care sorores, sono venuto qui oggi per salutarvi e informarvi che l’AMORC chiude tutte le sue attività”. Sappiamo che si è nutrita nella mente di molti dei nostri membri durante gli anni di appartenenza all’Ordine l’idea che il ciclo di 108 anni di sonno e 108 anni di attività avrebbe segnato la fine delle attività dell’AMORC proprio in questo periodo.

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Credo che Harvey Spencer Lewis non avrebbe dato molta importanza a un ciclo di questo genere se avesse saputo che cosa questa idea avrebbe prodotto nella mente dei membri un secolo dopo di lui. D’altra parte, bisogna ricordare che Ralph Maxwell Lewis stesso ha dato un’interpretazione totalmente diversa di questo ciclo in quanto si rese conto di come l’idea che l’Ordine entrasse in un periodo di sonno ormai non poteva più corrispondere alla realtà che il mondo stava vivendo, e con esso, l’AMORC stessa. Se io vi salutassi oggi dichiarando chiusi i lavori dell’AMORC, qualcuno qui smetterebbe di essere un Rosacrociano? E si rifiuterebbe di dare ad altre persone la possibilità di accedere al nostro insegnamento? E incontrando altri Rosacrociani, non deciderebbe di celebrare il nostro bellissimo rituale di Convocazione? Prima di addentrarmi su una riflessione riguardo a questo soggetto, vorrei fare con i Gran Maestri presenti un esperimento di memoria. Vorrei che ricordaste come avvenne l’idea di incontrarci qui oggi. La riunione di maggio della Suprema Grande Loggia a Onsala era appena terminata; alcuni erano già andati via, altri sono rimasti. Era ormai pomeriggio e il sole lanciava i suoi flebili raggi quando siamo tornati nella sala delle riunioni, una sala che si chiama “il futuro”. E in modo rilassato abbiamo iniziato a chiacchierare. La conversazione però ha preso subito una direzione ben precisa, sembrava non decisa da noi, e procedeva in un modo che lasciava tutti attoniti e allo stesso tempo felici. Ricordo soprattutto le risate di felicità e sorpresa che si elevavano a mano a mano che andavamo avanti con il discorso. Il tema fu i primi Rosacrociani nel Nuovo Mondo; il loro viaggio eroico, la Sarah Maria, i pericoli e lo spirito che li manteneva uniti, Francis Bacon, La Nuova Atlantide. Qualcosa di magico avvenne in quella sala quel giorno, io l’ho percepito così. Siamo stati come che condotti verso quelle idee. Per me, quegli istanti hanno rappresentato il vero senso delle nostre riunioni, il vero motivo per cui ci riuniamo e il vero spirito che deve guidarci nelle nostre decisioni. Il mio sogno è di poter rivivere assieme a voi quei momenti in questa riunione e nelle altre in futuro. E che tutti i nostri membri possano vivere e sentire quello spirito che ha attraversato i secoli ed è sempre pronto a manifestarsi tra noi.

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Sono convinto che un influsso dalle dimensioni superiori si manifestò durante quell’occasione e ci fece vedere con chiaUn Rosacrociano deve essere una rezza il nostro compito; persona che porta luce alla comunità non vi può essere malinteso o incomprena cui appartiene, che sa ascoltare gli altri, che guarda e cura gli interessi della sioni. Ecco il messagspecie umana e delle altre specie viventi. gio: dobbiamo risalire nella Sarah Maria, tutti insieme, e intraprendere un nuovo viaggio verso l’isola di Bensalem, come ha prescritto Francis Bacon. Siamo qui per questo e questo, appunto, volevo ricordarlo assieme a voi. So che le difficoltà saranno molte. La Sarah Maria è stata attaccata dai pirati il 10 maggio del 1694 e hanno dovuto combattere per quattro ore per liberarsene, come risulta dal diario di Kelpius. Anche noi dovremo essere pronti, pertanto, a difendere la nostra imbarcazione, quella che ci dirigerà per i prossimi decenni. Sono convinto che il ciclo di 108 anni come presentato dal nostro primo Imperator vada reinterpretato, perché il pianeta stesso oggi è un altro rispetto a quello del 1915 quando nacque ufficialmente

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Efrata: Casa della comunità dedicata alla preghiera e cucina

l’AMORC. I cicli esistono sicuramente in tutte le organizzazioni umane, quindi anche nell’AMORC, ma sono legati alle persone e alle idee che alimentano queste organizzazioni stesse. Sono legati alle capacità di rinnovarsi, di parlare alle nuove generazioni, di far rivivere lo spirito originario, quello che ispirò il nostro fondatore e lo guidò. Siamo noi, attraverso i nostri atti e le nostre decisioni, ad attribuire il ritmo e la durata del ciclo dell’Ordine, e di questo dobbiamo essere consapevoli. È nostra la responsabilità del futuro dell’Ordine, e non di un ciclo cosmico. Questo deve essere chiaro, altrimenti ci sentiamo liberi delle responsabilità di ciò che può accadere, responsabilità che invece sono solo nostre. Quando dico “nostre” intendo sia la gerarchia dell’Ordine sia i membri che ne sono fedeli e leali. Il periodo che l’umanità sta vivendo in questo pianeta può essere definito come una crisi dell’anima. Vediamo le crisi umanitarie, le guerre, un’economia malata, la povertà in crescita e campi

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di profughi che fuggono da guerre e carestia. Ma al contrario di quanto si potrebbe pensare, l’origine della crisi, madre di tutte le crisi, risiede nel cuore dell’essere umano, è lì che bisogna lavorare, e in questo senso nessun ciclo potrà o dovrà mai impedire all’essere umano di camminare verso la scoperta del vero senso della sua presenza qui. Dobbiamo avere chiaro in mente, dunque, quale sia il nostro compito e quali sono le ragioni per l’esistenza delle correnti iniziatiche in tutto il mondo e in particolare il senso dell’esistenza dell’AMORC. Penso che la citazione iniziale possa ben descrivere questo compito. La rileggo: Le antiche verità sono quelle che appaiono in tutte le epoche, anche nella nostra, sia perché sono state vissute così intensamente nel passato da continuare a influenzare il nostro inconscio, sia perché rinascono via via che le generazioni rifanno l’esperienza della vita.

Noi siamo custodi di “antiche verità” e dobbiamo fare attenzione affinché la forma che abbiamo Efrata: Museo

Efrata: Dettagli delle abitazioni

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assunto nel tempo non offuschi queste antiche verità. Dobbiamo vegliare affinché la forma non nasconda la sostanza e così faccia scomparire il carisma dell’Ordine. Un carisma è ciò che eleva la qualità morale e spirituale del mondo. L’AMORC possiede un enorme carisma che deve essere protetto al pari della sua identità. Siamo nel Centro Culturale dell’AMORC a New York. La scelta di fare questo incontro qui per me è di grande valore simbolico. Non solo perché l’AMORC è nata a New York, ma soprattutto perché questa sede, nella sua semplicità e nella zona della città in cui si trova, rappresenta in qualche modo la nostra storia. Dobbiamo rinnovare la semplicità mistica e la profondità del fervore che ha spinto i nostri fratelli e le nostre sorelle del passato, e poi Harvey Spencer Lewis, a intraprendere quel viaggio e a fondare l’Ordine. Dobbiamo permettere ai nostri membri di rivivere l’esperienza del nostro fondatore, perché in essa risiede lo spirito vivificante che mantiene l’Ordine in vita, quello spirito che chiamiamo Egregore (senza il quale diventiamo un contenitore vuoto), quello spirito che ci ha condotti qui oggi. Noi non siamo una scuola che ha come compito formare degli esperti in esoterismo. La nostra missione non riguarda formare una classe di persone erudite nel dominio dell’esoterismo occidentale, né tantomeno classi di speculatori su svariati argomenti che poi nulla hanno a che vedere con l’illuminazione spirituale.

Efrata: Dettagli delle abitazioni

Harvey Spencer Lewis descrive bene la sua esperienza spirituale, quella che lo condusse a fondare l’AMORC. Essa veniva comunicata ai membri del Dodicesimo grado del Tempio dopo che per molti anni di appartenenza avevano dimostrato la loro fedeltà all’Ordine; la trovavano in una serie di monografie intitolate Confessio Fraternitatis, di Harvey S. Lewis. Là si poteva leggere e sentire lo spirito che aveva condotto il giovane Harvey verso scelte che sarebbero state alla base della creazione di uno dei più importanti Ordini iniziatici occidentali, con centinaia di migliaia di membri aderenti in tutto il mondo; là si poteva sentire la devozione spirituale che Spencer Lewis manifestava verso il Dio della sua comprensione e il livello di ascolto delle dimensioni spirituali che lo consigliavano e lo guidavano. “Devozione” e “fervore” sono due parole che ben possono caratterizzare il suo spirito nel suo percorso spirituale; “devozione” e “fervore” sono le stesse parole che orientarono i primi Rosacrociani quando decisero di intraprendere il loro viaggio verso il nuovo mondo. I Rosacrociani del ‘600 si stabilirono a Efrata, che era una comunità formata soprattutto da pietisti tedeschi, e si trovarono subito in grande sintonia con il movimento Quacchero. I Quakers sono un movimento cristiano fondato da William Penn (da qui il nome dello stato della Pennsylvania), le

Dettaglio della targa cui basi teologiche poggiano sugli scritti di Jacob Boheme e in particolare sul concetto di luce interiore e della rivelazione continua. Per questo non hanno sacerdoti o mediatori che intercedono tra il devoto e Dio nella loro comunità; costituiscono una comunità che ha una interpretazione mistica del cristianesimo e un elevato grado etico nell’applicare gli insegnamenti di Gesù. Molte comunità indigene degli Stati Uniti affermarono che i Quaccheri sono state le uniche comunità che hanno sempre rispettato gli accordi fatti con loro. I Quaccheri sono stati insigniti dal Premio Nobel per la Pace nel 1949 per i servizi prestati per la pace e assistenza all’educazione in tutto il mondo. Fratres e sorores, dobbiamo rivitalizzare i nostri valori, dobbiamo dare all’AMORC una nuova posizione nel mondo, dobbiamo assumere la nostra missione, la quale è fondamentalmente educativa e deve basarsi su una nuova etica. E questa etica

Caverna usata da Kelpius con la targa celebrativa posta dalle autorità del Comune di Philadelphia assieme a ufficiali dell’AMORC

non calerà dall’alto come un miracolo, ma dovrà scaturire dal nostro lavoro collegiale, un lavoro di riflessione continua sui valori e sull’identità dell’Ordine affinché questa etica diventi viva. Dal punto di vista spirituale vorrei suggerire che sarà il centro psichico cardiaco a orientare il nostro cammino. Forse questo vogliamo indicare ogni volta che “formiamo la loggia”, mettendo la mano sinistra sul cuore e la destra sopra la sinistra, o anche nel saluto del Pronaos, quando la mano finalmente poggia sopra il cuore – il cuore in quanto fonte della compassione e ricettore dell’amore universale.

Abbiamo accumulato un’enorme esperienza in questo secolo e più di esistenza, poche organizzazioni hanno vissuto così a lungo. Ma ora è arrivato il momento di rivitalizzare l’Ordine affinché possa continuare a compiere la sua missione su questo pianeta. Viviamo Gli insegnamenti rosacrociani ci aiutano tempi molto difficili, come ho ricordato ina scoprire il maestro interiore affinché nanzi. Certamente li possiamo essere guidati dalla divinità abbiamo vissuti anche che abita in noi. in passato in quanto genere umano, ma gli esperti ci dicono che l’umanità si è avvicinata più che mai a un momento di crisi, che può degenerare rapidamente in guerre e crisi climatiche che potranno rendere la presenza dell’essere umano nel pianeta impossibile. Se penso al nostro compito e alla nostra storia, non posso non vedere che il nostro profilo, la nostra dimensione, ciò che ci caratterizza, risiede nell’aspetto educativo. Educazione nel senso etimologico del termine, il quale viene dal latino “educare”, ossia portare fuori ciò che è dentro. Questo è quanto facciamo nell’Ordine, aiutiamo le persone a scoprire il loro proprio maestro interiore perché possano essere guidate dalla divinità che abita in tutti noi. Facciamo rivivere così le “antiche verità”.

Dobbiamo essere attenti all’idea del Bene Supremo, il Sumum Bonum di Robert Fludd, e all’idea di giustizia, idee che dobbiamo applicare nelle nostre vite con rigore e attenzione. Un Rosacrociano deve essere una persona che porta luce alla comunità a cui appartiene, che Dobbiamo dare all’AMORC una sa ascoltare gli altri, che nuova posizione nel mondo, dobbiamo guarda e cura gli interessi assumere la nostra missione, la quale della specie umana e delle è fondamentalmente educativa e deve altre specie viventi. E non dovremmo mai, in nessun basarsi su una nuova etica. modo, chiudere i nostri occhi al livello di ingiustizie che questo mondo ha raggiunto. Non possiamo chiudere i nostri occhi alla realtà che ci circonda, una realtà complessa, fatta molto spesso di oppressione – oppressione dei lavoratori, delle donne, delle popolazioni afrodiscendenti e delle minoranze in genere, oppressione delle popolazioni indigene, oppressione vissuta dai paesi che sono ex colonie. E non possiamo chiudere i nostri occhi alla enorme disuguaglianza sociale creata da un sistema economico malato, un sistema che ormai non mira più all’essere umano e alla natura come un fine, ma solo come un mezzo, un sistema che confonde la prosperità con l’opulenza, che porta tutto all’eccesso e perde il senso della misura, del giusto, appunto. La Tradizione rosacrociana ha sempre preso posizione relativamente alla condizione del mondo, senza mai diventare politica nel senso che oggi diamo a questa parola. E non ha mai chiuso i propri occhi. E oggi, più che mai, dobbiamo essere attenti a questa realtà, perché altrimenti il nostro messaggio e il percorso mistico che tramandiamo diventerà solo per una élite di privilegiati ed escluderà una enorme parte della popolazione di questo pianeta. Dobbiamo evitare a tutti i costi che diventi una sorta di passatempo per le ore libere, come un videogioco o una chat su internet. Dobbiamo impegnarci affinché ogni vero Rosacrociano sia un punto di luce nella società. Infine, vorrei ricordare l’importanza di due parole: la prima è “rinnovare”, che non significa creare l’inedito, ma ridare vita all’antico; non al vecchio ma all’antico. La seconda è “ricordare”, non perdere mai il nostro legame con il nostro passato, le nostre radici, lo spirito che portò Spencer Lewis a creare l’AMORC, spirito che noi vogliamo celebrare, rivivere e far provare a tutti i nostri fratres e le nostre sorores, ricordando che le radici non sono solo il passato, ma parte vitale del presente di un albero. Concludo questa riflessione con le parole di Comenius, Rosacrociano del XVII secolo e patrono dell’Unesco: “Se riteniamo che la conoscenza, la moralità e la fede coincidono, ci rendiamo conto che prestare attenzione allo scopo della creazione, volgere lo sguardo verso l’essenza dell’anima e preoccuparsi del benessere degli altri sono una cosa sola”. Mi appello con umiltà ai Maestri della Tradizione, le animepersonalità che hanno varcato la soglia dell’illuminazione. Chiedo a loro di aiutarci e sostenerci affinché l’Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce possa essere rivitalizzato per continuare a essere un messaggero dell’unità tra la conoscenza, la morale e la fede mistica. Possiamo noi ora comprendere che prestare attenzione allo scopo della creazione, conoscere l’essenza dell’anima e curare il benessere degli altri costituiscono una unica e sola missione del nostro Ordine, quindi della nostra vita. Che sia così!