Scarica il PDF(pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Primavera 2023) Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana. |
FonteTratto da un manoscritto rosacrociano
Volontà, abitudine e autosuggestione Tratto da un manoscritto rosacrociano
Per migliorare il nostro comportamento occorre semplicemente una buona comprensione delle leggi e il sincero desiderio di mettere in pratica tale comprensione.

Come indica il nome, tale armonizzazione consiste nel sintonizzarsi con la Coscienza Cosmica in modo da ricevere sostegno, guarigione, ispirazione e, in ultima analisi, illuminazione. Tuttavia, possiamo raggiungere questa armonizzazione solo usando il nostro subconscio come intermediario, poiché è il subconscio che costituisce il portale simbolico che dà accesso al mondo spirituale. Oltre alla nostra coscienza Il misticismo è uno degli elementi più favorevoli psichica, il subconscio è, di tutti gli al benessere fisico e mentale. aspetti della nostra coscienza, quello più strettamente connesso con l’anima. Quindi, per porsi in perfetta armonia con i piani superiori del Cosmo, è necessario elevarsi dall’aspetto puramente oggettivo del proprio essere ai livelli superiori del proprio subconscio. Quando si raggiungono tali livelli ci si trova in uno stato subconscio e psichico in cui la Comunione Cosmica avviene spontaneamente insieme a tutti gli effetti positivi che ne derivano. Volontà Da un punto di vista mistico, la volontà corrisponde innanzitutto all’impulso che motiva l’individuo a essere attivo o passivo in una determinata situazione. Tale impulso è di natura duplice perché, per quanto strano possa sembrare, è allo stesso tempo volontario e involontario. Ogni atto di volontà è il risultato di una decisione oggettiva presa consapevolmente che, di conseguenza, fa appello ai nostri diversi tipi di ragionamento. Per esempio, se studiate questo articolo con attenzione, è perché avete deciso di farlo. Tuttavia, la decisione è stata necessariamente influenzata dal vostro subconscio, perché quest’ultimo ci spinge sempre a fare

trasmette quando ritiene necessario spingervi ad agire in un certo modo; in secondo luogo, sottoponendo tali impulsi alla vostra riflessione per attuarli con parole o azioni corrispondenti. Per avere successo, dovreste acquisire l’abitudine di ascoltare la vostra voce interiore e mettere tutti i vostri processi di ragionamento al servizio di questa voce. Inoltre, è anche importante definire gli obiettivi che si vogliono raggiungere, poiché per applicare la volontà in modo oggettivo si deve dirigerla verso fini specifici e costruttivi. In caso contrario essa rimane troppo divisa e quindi ci porta all’errore. Questo può trasformarsi poi in ostinazione, tenacia o temerarietà, che ci spinge ad agire in modo sconsiderato e spesso dannoso. Abitudine Abbiamo impiegato il termine abitudine in relazione alla volontà perché esiste un legame psicologico tra questi due processi mentali. Un’abitudine, per definizione, corrisponde a un comportamento fisico o mentale che ripetiamo senza esserne consapevoli. Tuttavia, prima di diventare inconscio, quel comportamento ha richiesto l’intervento della nostra volontà. Per esempio, gli atti di giudicare sistematicamente, condannare, contraddire, disprezzare, diffidare, essere intolleranti, pessimisti, ecc. riflettono atteggiamenti corrispondenti che, con il tempo e la ripetizione, possono diventare cattive abitudini e costituire una seconda natura dentro di noi. Così, quando le persone non possono astenersi dal criticare tutto ciò che vedono e sentono, è perché hanno preso l’abitudine di farlo e perché il loro subconscio risponde automaticamente a questo bisogno mentale. Lo stesso vale

negazione, perché la sua tendenza innata è quella di fare o costruire, e non di annullare o distruggere. Pertanto, se si vuole praticare l’autosuggestione per ricordare qualcosa da fare, la richiesta che si deve esprimere al proprio subconscio deve assumere questa forma: “Subconscio, ricordami una certa cosa” e non: “Subconscio, non dimenticare di ricordarmi una certa cosa.” La formulazione negativa sottintende che il subconscio può dimenticare, il che non è vero perché possiede una memoria perfetta. Per fare un altro esempio, se la vostra autosuggestione mira a farvi diventare più umili nei fatti e nelle intenzioni, la vostra richiesta non dovrebbe essere formulata come negazione: “Subconscio, aiutami a non essere più orgoglioso”, ma come affermazione: “Subconscio, mostrami come essere umile”. Nel primo caso, l’autosuggestione fa dell’orgoglio una realtà da combattere, mentre è solo l’assenza della sua qualità opposta, una qualità sottolineata dalla forma affermativa. Per analogia, l’unico modo per dissipare il buio in una stanza è far entrare la luce, poiché il buio è solo l’assenza di luce e non ha una reale esistenza in sé.
