(Pubblicato sulla Rivista Rosa+Croce, Primavera 2025)

Rosa+Croce è una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine — ma impegnano solo i loro Autori — e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana.


Il simbolismo della rosa

Autore Jean-Philippe Deterville Gran Maestro Emerito
Rivista Rosa+Croce n.54 - Il simbolismo della rosa
«Luce, Vita, Amore: i tre attributi della nostra anima, cioè la nostra Rosa Mistica.»

Fin dall’antichità la rosa fu associata all’Iniziato e all’Illuminato. Come il loto in Oriente, è il simbolo della perfezione e della realizzazione. Nelle cattedrali del Medio Evo, i rosoni gotici evocano il simbolismo della ruota e ricordano i mandala orientali. La rosa è inoltre associata alla Vergine, così come la rosa cosmica, in India, incarna la bellezza della Madre divina.

Rivista Rosa+Croce n.54 - Il simbolismo della rosa

Secondo l’iconografia cristiana, la rosa rappresenta anche la coppa che raccoglie il sangue del Cristo, il Graal; associata al sangue versato, la rosa rossa appare sovente come simbolo di una rinascita mistica. La rosa è il fiore preferito dagli alchimisti europei, i cui trattati si intitolano spesso “roseti dei filosofi”. L’espressione latina «sub rosa», e quella tedesca «unter der Rosen», si riferiscono in modo evidente alla trasmissione del segreto iniziatico. Per i Cristiani, la rosa posta al centro della Croce evoca il Cuore Cristico; Angelus Silesius fa della rosa l’immagine dell’anima e del Cristo, la cui anima riceve l’impronta.

Sicuramente la simbologia della Rosa-Croce è inesauribile e l’intelligenza del cuore non smette di decifrarne i misteri. Tuttavia, è interessante prendere in esame la rappresentazione che ci offre Robert Fludd in Clavis philosophiae et alchymiae fluddanae, pubblicato a Francoforte nel 1633. Sulla copertina del libro osserviamo una grande rosa il cui gambo è a forma di croce, avente sulla destra un alveare e sulla sinistra una tela di ragno, il tutto sormontato dal motto DAT ROSA MEL APIBUS. In altre parole, l’adepto (simboleggiato dall’ape), guardandosi dalle trappole dell’illusione (rappresentate dalla tela di ragno), deve attingere dalla rosa della saggezza — l’anima — la conoscenza che gli permetterà, mediante l’alchimia interiore, di produrre il nettare, il miele, cioè trovare la Pietra Filosofale.

In definitiva, la rosa rappresenta nello stesso tempo l’anima-personalità, il cuore e l’amore. Come il Graal, incarna la pienezza interiore alla quale l’uomo aspira sul Sentiero della Reintegrazione. Sicuramente la Luce, la Vita e l’Amore sono i tre attributi della nostra anima, che è la nostra Rosa Mistica. Dopo queste nozioni di una simbologia che si arricchisce continuamente con la trasmissione iniziatica e l’esperienza mistica, vi propongo di aprire il Grande Libro della Natura al capitolo che si riferisce alla rosa e di esaminare brevemente gli insegnamenti più significativi che la riguardano.

«I veli che oscurano la nostra visione interiore devono essere progressivamente tolti con l’esercizio della volontà e del discernimento.»

La rosa è nata da un seme, ma si riproduce per talea, tagliata e passata al fuoco, poiché è così che si sviluppa più rapidamente e dà i fiori più belli. La prova del fuoco corrisponde, dunque, a una necessità vitale, di natura sia materiale sia spirituale. Lasciata in abbandono, la rosa si sviluppa oltre misura e ritorna allo stato selvaggio. Allo stesso modo, l’uomo si sviluppa in maniera disordinata se lasciato a se stesso, alla sua sola ragione materiale, come un roseto abbandonato. Questo richiede una vigilanza costante dell’Iniziato nell’espressione delle virtù e nella sua funzione di principio rigeneratore della società umana.

Sull’esempio della rosa, le cui radici si abbarbicano profondamente al suolo, anche l’Iniziato deve mantenere un legame stretto con la Tradizione che l’ha accolto, da cui l’importanza dell’Egregore. Come abbiamo visto, la rosa richiama anche il simbolismo della ruota e quindi il ciclo delle incarnazioni, il movimento perpetuo e la trasformazione continua della materia e dell’energia a immagine del corpo fisico e della coscienza. Come incarnazione della bellezza, la rosa ci manifesta l’equilibrio, l’ordine e l’armonia che sono le qualità dell’Iniziato.

Sull’esempio del modello della natura, per divenire Rosa-Croce e lasciar sbocciare la rosa bisogna beneficiare dei raggi del Sole; sono i raggi della Conoscenza e la Luce del Maestro Interiore che contribuiscono allo sbocciare della nostra anima. Per questo, è necessario che i veli che oscurano la nostra visione interiore siano progressivamente tolti, in particolare con l’esercizio della volontà e del discernimento, indispensabili affinché siano instaurate la chiarezza e la trasparenza.

Al di là della forma e del colore, una rosa è apprezzata soprattutto per il profumo, che è in qualche modo la sua firma invisibile e il marchio della sua specificità. Oltre al suo carattere sottile, il profumo incanta l’anima e trasporta l’essere, armonizzandolo con i piani di coscienza più elevati. Allo stesso modo, l’adepto della Rosa-Croce manifesta con la sua luce l’esistenza della via spirituale a tutti i cercatori di verità. Non serve a nulla studiare tutti i libri della Terra, scrutare il cielo e l’infinitamente piccolo se siamo incapaci di sentire il legame armonioso che collega la nostra anima al Cosmico. Di conseguenza, il miglior modo di comunicare con l’Intelligenza Universale consiste nel prendersi cura della rosa e fare in modo che sbocci progressivamente, con l’aiuto di un lungo e paziente lavoro di alchimia spirituale.