Scarica il PDF(pubblicato sulla RivistaRosa+Croce, Autunno 2023) Rosa+Croceè una rivista semestrale pubblicata dalla Grande Loggia dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce. Anche se gli articoli pubblicati non rappresentano il pensiero ufficiale dell'Ordine - ma impegnano solo i loro Autori - e non costituiscono in alcun caso parte integrante dell'insegnamento, offrono ugualmente una valida percezione della filosofia rosacrociana. |
AutoreLucy Crawford-Sandison

Museo Roerich
di New York. È stato un momento profondamente ispiratore vedere questo simbolo della pace mondiale sventolare lì, e anche vedere da vicino i dipinti di Roerich. Desidero condividere con voi una riflessione su alcune delle profondità delle idee mistiche di Roerich, in particolare le riflessioni sui concetti di Splendida Unità e Coltivazione della Luce da lui proposti. Nei suoi scritti su questo argomento, così come nelle sue opere d’arte, la Splendida Unità sembra essere un modo di esprimere l’interconnessione di tutta la vita, sia fisica che spirituale, e quindi include la cocreatività della vita della nostra anima. Questa unità orchestra il modo in cui la luce opera ed è “messa in scena” come una sinfonia in tutta la creazione, sia su piani visibili che invisibili, compresa la luce che scaturisce dalle opere creative ispirate dell’umanità. In termini rosacrociani, la Splendida Unità potrebbe anche significare un’orchestrazione supremamente intelligente di una moltitudine di leggi cosmiche, qualcosa che fornisce unità in mezzo alla diversità, o ordine in mezzo alla complessità,

il mondo naturale. Inoltre, Roerich credeva profondamente nel potere della “luce dell’arte” per creare in noi le condizioni per la nostra espressione della forma più alta di vita, che è l’amore – tra l’umanità – o come amore universale verso tutta la creazione. Afferma nel suo libro Beautiful Unity: Le porte della “sorgente sacra” devono essere spalancate per tutti, e la luce dell’arte influenzerà numerosi cuori con un nuovo amore. All’inizio questo sentimento sarà inconscio, ma dopo purificherà la coscienza umana, e quanti sono i giovani cuori che stanno cercando qualcosa di reale e bello! Quindi, dateglielo.

La cultura come venerazione della Luce
Già negli anni ’30 Roerich sentiva che stava arrivando un momento in cui avrebbe dovuto iniziare a emergere una nuova forma di cultura, una cultura fondata sulla “venerazione della luce”. Immaginate per un momento cosa potrebbe significare! Naturalmente, la venerazione della luce non è un’idea nuova. Fin dall’antichità, la luce è stata associata alla divinità ed è stata venerata. Per estensione, la luce è venuta a simboleggiare bellezza, verità e bontà. Nell’antico Egitto, la Luce Divina era rappresentata simbolicamente in varie forme lungo migliaia di anni. Le differenti forme di sacerdozio di quei tempi avevano molti nomi per la luce sacra, come “l’occulto”, che era l’Amon, o la mente del creatore, che era la luce di Atum, o Re. La luce dell’alba cosmica era Khepren, che probabilmente era qualcosa di simile a un perpetuo “divenire”. Il sole vivificante visibile che conosciamo era chiamato Ra. I raggi vivificanti e amorevoli del sole, quasi come un’essenza d’amore, era l’Aton. Gradualmente, vediamo un’evoluzione del modo
in cui la luce viene venerata, passando dall’essere nascosta nel caos informe dell’oscurità, per poi raccogliere calore e densità (quasi come se il rumore bianco cominciasse a contenere isole di formazione). Poi la luce è indotta a esistere nello spazio e nel tempo, veicolando leggi e informazioni che vengono costantemente ordinate e riordinate, diventando vivificante, gradualmente attraverso i veicoli di una relazione soleterraluna pienamente manifestata e poi diventando più intimamente coinvolta nella creazione dell’intelligenza nelle forme di vita del nostro mondo. Si crea quindi una connettività più intima, come se le braccia premurose del “portatore di luce” si estendessero per abbracciare tutte le terre, le persone e le forme di vita con bellezza e amore. Nasce così il fondamento di tutte le relazioni di cura tra gli esseri viventi. In poche parole, si tratta di una proiezione dell’espressione Luce, Vita e Amore da un’unità eterna, e sembra che Roerich stesse indicando qualcosa di molto simile nel concetto di splendida unità. Cocreatività tra l’umanità e la Luce L’approccio di Roerich, tuttavia, suggerisce un’ulteriore e importantissima fase di cocreazione

sperimentava la profondità del pensiero emotivo semplicemente guardando le stelle. Queste, a suo avviso, si erano unite all’interno della sua vita interiore. Grazie a questa combinazione, la sua immaginazione poteva raggiungere una comprensione di gran lunga superiore a qualsiasi conoscenza fattuale. I sentimenti di profondo amore per il suo violino, insieme al profondo senso della vita che gli derivava dall’osservazione delle stelle, combinati con le informazioni matematiche presenti nella sua mente producevano un afflusso di immensa saggezza e chiarezza. Questo è ciò che Einstein definì “il pensiero più felice della mia vita” nella sua Teoria della Relatività, e gli venne in mente sotto forma di musica – un’epifania ispirata. Forse per Einstein fu un momento di realizzazione della splendida unità della quale Roerich era convinto e che poteva essere rivelata nell’autentico processo artistico; forse aprì un varco in una saggezza divina che poteva ordinare qualsiasi complessità, a qualsiasi livello dell’essere, e ricondurla al cuore della fonte eterna. Come ricorda il fisico italiano Carlo Rovelli: Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne abbia sognate la nostra filosofia. La finestra su questo mondo di sogno è aperta dal genio. Non si tratta semplicemente di persone super intelligenti. Soprattutto, vedono schemi e creano connessioni che sono al di là della comprensione del resto di noi.


Luminosità, luminescenza e illuminazione
Torniamo ai dipinti di Roerich: da vicino si nota una sorta di luminosità di elementi fisici come rocce o montagne. C’è anche una luce (spesso colorata) che circonda le persone, soprattutto nelle scene di incontro tra gli esseri umani, sia come atmosfera nebbiosa o alone, sia come fasce di colore radiante. In alcuni dipinti egli sembra ritrarre la luce come generata durante l’incontro di una persona con il mondo naturale, o quando una persona guarda riflessivamente nelle profondità del cosmo. In molte immagini è presente il fuoco o una fiamma, utilizzati forse per rappresentare il fuoco spirituale creativo o una fiamma gentile che rappresenta la nostra anima, entrambi potenzialmente sperimentati durante un “evento mistico” o un incontro speciale. Inoltre, è possibile vedere la luminosità espressa negli eventi mistici. In alcune immagini, sembra esserci l’insorgenza di nuovi tipi di coscienza, come se venissero annunciati al mondo dagli occhi vigili di un collettivo di Maestri spirituali. Ciò è in linea con gli scritti sulle visioni della moglie Helena. Infatti, Roerich dipinse molti quadri per ritrarre le esperienze spirituali della moglie. Scriveva di lei come “colei che guida”, poiché le sue esperienze (specialmente quelle relative ai Maestri cosmici o alla rivelazione cosmica) erano un aspetto importante dei loro lunghi viaggi, della scrittura e dell’arte. Helena fu anche una scrittrice prolifica e fondò l’Istituto di Studi Himalayani Urusvati (Luce della Stella del Mattino) e la Scuola di Etica Vivente per una Nuova Epoca, originariamente nota come Agni Yoga, nella Valle di Kullu in India. Le sue opere sono ancora poco conosciute dal pubblico perché preferiva lavorare in silenzio dietro le quinte.

non può raggiungere la sua piena espressione in una foresta pluviale. Semplicemente, non ci sono le condizioni giuste. Allo stesso modo, le persone hanno bisogno delle giuste condizioni per poter raggiungere la massima espressione dell’anima universale di cui sono capaci in ogni vita. Gli insegnamenti dell’AMORC sono uno di questi mezzi per coltivare le condizioni. Un’altra parola antica relativa alla cultura è “colere”. Si tratta di prendersi cura attivamente di qualcosa: curarlo, custodirlo, nutrirlo e forse anche “tenerlo d’occhio con amore”. Questo aspetto della cultura si basa sulla comunità e sull’interdipendenza per mantenere le condizioni ottimali per la coltivazione. Vediamo il “colere” in un animale che si prende amorevolmente cura dei suoi piccoli finché non sono abbastanza grandi da vivere in modo indipendente. L’anima di gruppo dell’animale sostiene questa cura. Un albero mostra la stessa qualità nel creare semi alati finemente costruiti per garantire agli alberelli le migliori possibilità di crescere nella foresta. Una foresta sana ha una gerarchia di alberi di diverse età, e questa struttura di cura

Cosmogenesi e prima luce
Ma torniamo all’idea di Roerich sulla splendida unità e mettiamola in relazione con il quadro più ampio della vita sulla Terra, poiché la splendida unità è strumentale per ordinare la complessità. Molte persone sulla Terra lottano profondamente con la complessità, soprattutto quella guidata dalla tecnologia, in particolare dai social media. È quindi importante capire come riflettere sulla splendida unità possa aiutarci. La maggior parte dei cosmologi attualmente propone che l’universo sia iniziato come un Big Bang, da uno stato di temperature elevatissime, densità e materia oscura contenente un’abbondanza di elementi leggeri, circa 13,8 miliardi di anni fa. Prima di questo stato c’era uno stato di esistenza insondabile, un punto di unità singolare senza spazio e senza tempo,

esso l’interconnessione di tutta la vita. La natura trasformata dall’ispirazione e dall’immaginazione poteva rivelare il potere della sublime radiosità, la maestosità e la splendida nobiltà della splendida unità. Da una prospettiva mistica rosacrociana, potremmo quindi dire che dall’inizio di tutta l’esistenza spaziotemporale, fino e dopo il Big Bang, la splendida unità ha continuato a promuovere l’evoluzione della Terra, forse guidando una sempre maggiore complessità dell’essere, ma amministrata da un’intelligenza che la mantiene ordinata e armoniosa. Potremmo anche dire che potrebbe esserci una complessa collaborazione delle tre forze che conosciamo nell’ontologia rosacrociana, ossia l’energia dello spirito, la forza vitale e l’anima/amore universale. Questa trinità di forze ha forse sostenuto continuamente nuove forme coerenti nel manifestarsi e ha favorito nuove relazioni a tutti i livelli dell’essere, in varie composizioni vibrazionali, ma in generale come una sinfonia che riproduce la progressione della luce, della vita e dell’amore, dal caos del rumore bianco all’autogenerazione, all’autocoltivazione, alla massima raffinatezza della vita, che è l’amore. Questa è la forza duratura del mondo naturale: eccelle nell’evolvere un livello insondabilmente alto di interconnessione, una complessità squisitamente ordinata, creando alla fine relazioni sempre più intime e autogenerative attraverso gli ecosistemi, o anche la stabilità del clima, attraverso la biodiversità. Il clima è una cultura, gli ecosistemi sono una cultura, le atmosfere sono una cultura e le relazioni tra le persone sono una cultura, perché ognuna di esse crea le giuste condizioni di crescita della più alta espressione dell’anima universale, come l’amore universale, e mantiene così il suo scopo evolutivo. I mistici coltivatori I mistici coltivatori sono coloro che, come i Roerich, hanno cercato di coltivare negli altri le qualità dell’anima attraverso le loro idee sul lato spirituale del processo artistico. La coltivazione implica la capacità di vedere i paesaggi interiori dell’orizzonte dell’anima – la sua consapevolezza di vivere eventi importanti, iniziatici, di incontri dell’anima con gli altri, o anche lo sguardo elevato dell’anima su nuove intuizioni riguardo alla natura intima del mondo. Anche se è una riflessione personale, sento che tutti questi ideali si riflettono nei dipinti delle pareti del Museo Roerich. Il potere dell’arte è quello di lasciare un’impressione persistente nell’anima. Al comune passante i dipinti potrebbero sembrare semplicemente un paesaggio mitico o vagamente storico, ma i dipinti sono molto probabilmente un’autentica narrazione della percezione dell’anima di questo mondo. I Roerich hanno compiuto grandi viaggi, in particolare attraverso l’Himalaya; c’è la sensazione che
i viaggi servissero a coltivare momenti di coscienza mistica. Certamente, sperimentarono le dimensioni spirituali di luoghi, paesaggi ed eventi. Sebbene i dipinti di Roerich non mostrino ambienti rituali formali, molti di essi mostrano raduni di “Maestri” che irradiano luce. Queste scene, anche nel modo in cui sono dipinte le rocce o le montagne, sembrano evidenziare la venerazione di una luce sacra in esse. Riflettono la coltivazione di ambienti pregni di misticismo. Quando si creano le condizioni giuste, appaiono altre personalità animiche, oppure si entra in contatto con una divinità e avviene un riconoscimento della guida della mano del Dio dei loro cuori. Evoluzione o stagnazione - ispirazione, immaginazione, intuizione Cito le parole del primo Imperator, Harvey Spencer Lewis: “L’evoluzione umana è il risultato dell’ispirazione cosmica, dell’immaginazione umana e della creazione mentale divina, ma quando manca la facoltà centrale di queste tre e non si permette all’immaginazione di svilupparsi, non la si usa, l’essere umano ristagna e diventa schiavo del passato e vittima del presente”. Queste parole sono un monito per tutti noi a non farci schiavi del funzionalismo e delle piccole prassi della vita quotidiana, che consumeranno ogni grammo della nostra vita se non saranno moderate. Lasciamo che la nostra immaginazione si alzi in volo e che la coscienza della nostra anima trovi la sua espressione su pagine bianche e tele che attendono la nostra mano e la nostra ispirazione.
